La Jihad che non c’è

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Ancora una volta assistiamo alla strumentalizzazione e lo sciacallaggio che taluni fanno di vicende come quella di Münster. Dove, se un veicolo fa strage di pedoni, allora, dietro a tutto ciò, non può che esserci un orco di fede musulmana, un jihadista, un migrante, uno straniero mangiapane a tradimento. Una cultura dell’odio che il nostro immarcescibile Lorenzo Quadri vomita senza sosta dal suo profilo Facebook. Non certo per amore di verità, quanto piuttosto per alimentare una paranoia, tanto pericolosa quanto poggiata sulla malafede, sulla bugia, cercando di vederci la jihad anche dove non c’è.

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A Münster, sabato scorso, un tizio al volante di un furgone si è lanciato sulla folla che stazionava davanti ai tavolini di un caffè all’aperto, uccidendo tre persone e ferendone una ventina, sei delle quali in modo gravissimo, prima di togliersi la vita con un colpo d’arma da fuoco. Il locale, teatro dell’ennesima carneficina, è stato il Kiepenkerl, uno dei ritrovi pubblici più popolari della cittadina tedesca comparso anche nella serie tivù “Tatort”.

La corsa del veicolo di color grigio scuro è durata solo poche decine di metri. Molta più strada ha macinato invece la notizia della tragedia che, per modalità, non poteva non far tornare alla mente quanto finora è accaduto in Europa sotto al cappello del terrorismo islamico. Da Nizza a Berlino, passando per Londra. Ed è proprio in occasioni come questa che le cicatrici delle ferite subite nel recente passato si riaprono, con il rischio d’infettarsi. Ma non perché ci sia davvero un unico filo che lega insieme tutti questi drammi, quanto piuttosto per il fatto che ogni trauma richiama alla mente quello più vicino e simile. Simile ma non per forza identico. È un meccanismo umanamente comprensibile.

Meno ragionevole è però la strumentalizzazione e lo sciacallaggio che taluni fanno di vicende come questa. Dove, se un veicolo fa strage di pedoni, allora, dietro a tutto ciò, non può che esserci un orco di fede musulmana. Un jihadista. Un migrante. Uno straniero mangiapane a tradimento. Una cultura dell’odio che il nostro immarcescibile Lorenzo Quadri vomita senza sosta dal suo profilo Facebook. Non certo per amore di verità, quanto piuttosto per alimentare una paranoia, tanto pericolosa quanto poggiata sulla malafede, sulla bugia, cercando di vederci la jihad anche dove non c’è.

Ennesimo dramma che ormai rischia di non fare nemmeno più notizia perché “ci stiamo abituando”? E adesso aspettiamo i messaggi di cordoglio ipocrita degli spalancatori di frontiere, quelli che hanno fatto entrare tutta la foffa. Terroristi islamici compresi. E che non espellono i seguaci della Jihad perché “se tornassero al loro paese potrebbero trovarsi in pericolo”. E aspettiamo anche le fregnacce della stampa di regime che, per l’ennesima volta, parlerà di “lupi solitari” o di “casi psichiatrici” pur di non dover ammettere che il terrorismo è, ancora una volta, islamico.

Insomma, una follia che si autoalimenta quasi quanto quella che ha portato il quarantottenne tedesco Jens Handeln, “un solitario” con un piccolo arsenale in casa e con qualche precedente con la giustizia alle spalle per danneggiamenti, minacce, omissione di soccorso e frode, a sbroccare tanto quanto un giorno sì e l’altro pure fa il direttore del Mattino. Pronto a vedere quel che gli pare, capace di vedere perfino quel che non c’è ma che sicuramente accadrà.

Vedremo se questa volta è davvero così (ossia squilibrato senza legami con l’estremismo islamico) oppure…. Si aspetta inoltre di sapere quanto “tedesco” è in realtà lo squilibrato (?) indicato come tedesco. Chissà poi da chi questo attentatore ha imparato il “modus operandi”? In ogni caso, anche se si trattasse di “squilibrato senza legami con l’estremismo islamico” (cosa ancora tutta da dimostrare), ciò nulla toglie (purtroppo) alle considerazioni del post precedente, scritto quando la stampa tedesca presentava uno scenario diverso. Visto che purtroppo di attentati di matrice islamica ce ne saranno ancora parecchi.

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