Lo sceriffo Norman Gobbi

Norman Gobbi lo sceriffo colpisce ancora. In un momento in cui i dati sulla criminalità rivelano un calo generalizzato dei reati, la proposta di revisione della legge sulla polizia, tratteggia sempre più un vero e proprio Stato di polizia, con misure che, a dispetto delle sbandierate intenzioni di prevenzione, appaiono sempre più orientate alla repressione e al controllo sociale

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Norman Gobbi lo sceriffo colpisce ancora. In un momento in cui i dati sulla criminalità rivelano un calo generalizzato dei reati, non si capisce la proposta di revisione della legge sulla polizia, che, aumentando i poteri delle forze dell’ordine, tratteggia sempre più un vero e proprio Stato di polizia, con misure che, a dispetto delle sbandierate intenzioni di prevenzione, appaiono sempre più orientate alla repressione e al controllo sociale, oltre che alla diminuzione delle garanzie per i semplici sospettati.

La proposta di legge, prevede, fra l’altro, l’introduzione della “custodia di polizia”: in sostanza, sarà possibile trattenere per 24 ore una persona, udite udite, anche in assenza di reato e senza autorizzazione alcuna da parte del magistrato. E se per i motivi di pericolo per la vita propria (suicidio) o altrui (in caso, ad esempio, di liti domestiche), si potrebbe intravedere una minima ratio, nel caso dei motivi di “ordine pubblico” è palese la volontà di istituire un regime repressivo. Chiunque si dimostri in qualche modo “scomodo”, pur senza commettere alcun reato, potrà essere trattenuto per 24 ore a discrezione della polizia, e gli scenari inquietanti non mancano: sei un tossico? Dentro. Sei un senzatetto? Dentro. Sei uno del Molino? Dentro, che non si sa mai. Siamo alla pulizia sociale, altro che prevenzione.

Ma non finisce qui: una misura simile si applica anche ai minorenni che, citiamo testualmente dal messaggio “frequentano luoghi non adatti alla loro età”, e che potranno essere anche loro trattenuti dalla polizia in attesa di riconsegnarli ai genitori o chi ne fa le veci. Ecco: chi lo decide che un luogo non è adatto a una persona di una certa età? Chi valuta l’effettivo rischio per l’integrità fisica, psichica o sessuale? Un magistrato dei minori, direte voi? No: la polizia. Insomma, se secondo un poliziotto “frequenti brutte compagnie”, a sua discrezione, possono prenderti con la forza.

Non poteva mancare, ovviamente, la parte riservata al Grande Fratello e al controllo totale: la revisione della legge prevede la possibilità di osservare (o spiare?) un sospettato a sua insaputa per un mese senza alcuna autorizzazione da parte del Ministero Pubblico: sarà possibile ascoltare le telefonate, effettuare riprese video, persino piazzare localizzatori GPS sui veicoli per individuare e seguire qualcuno sulla base di un semplice sospetto.

Insomma, ciò che Norman Gobbi vuole, e che ha dimostrato con la spropositata operazione contro la curva dell’HCAP (leggi qui), è uno Stato in cui la polizia può fare letteralmente quello che vuole: trattenerti discrezionalmente, spiarti, seguirti ovunque anche se non hai fatto assolutamente niente. Quella stessa polizia che, ricordiamo senza voler tuttavia generalizzare, è stata spesso al centro delle cronache per episodi di aperto razzismo (leggi qui) e abusi (leggi qui). Non vorremmo, un giorno, dover scoprire un caso Cucchi o Aldovrandi anche dalle nostre parti.

 

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