Più soldi per le borse di studio

Pubblicità

La proposta è di alzare il tetto dell’erogazione dell borse di studio da 16’000 a 20’000 franchi annui

Di

Daniela Pugno (PS) ha recentemente portato in parlamento un’iniziativa che va nella direzione giusta. Tutti sanno quanto costi avere un figlio agli studi, soprattutto se la sede è fuori Cantone. Alle spese di trasporto si sommano l’iscrizione all’università, il vitto e l’alloggio. Decine di migliaia di franchi che pesano come macigni soprattutto sulle famiglie meno abbienti, spesso monoparentali.

La proposta è di alzare il tetto dell’erogazione dell borse di studio da 16’000 a 20’000 franchi annui. Inoltre, l’iniziativa chiede che anche gli studi di master siano a beneficio totale di borsa di studio, mentre attualmente un terzo della cifra è ritenuto prestito e deve quindi essere restituito.

Abbiamo sentito Daniela Pugno Ghirlanda, che ha firmato l’iniziativa seguita da tutto il gruppo PS. Daniela, perché alzare a 20’000? La cifra precedente non era sufficiente?

No, sedicimila franchi oggi non bastano per mantenersi agli studi fuori Cantone. Conosciamo tutti il prezzo degli affitti, specialmente nelle città come Ginevra e Zurigo. Anche condividendo l’appartamento con altri, il prezzo rimane alto. A questo vanno aggiunte le tasse universitarie, i libri, i trasporti e la lista si fa lunga. Pur facendo attenzione alle spese, i costi per studiare fuori Cantone variano tra i 22 000 e i 25 000 franchi l’anno. Per molte famiglie, trovare i soldi per colmare la differenza tra la somma ricevuta con la borsa di studio e il costo reale è arduo. Questa è una grande ingiustizia perché penalizza i giovani provenienti dalle classi meno abbienti o medio-basse mettendo a rischio la completezza e la qualità della loro formazione. È un meccanismo sbagliato, che nega di fatto le pari opportunità perché giovani molto validi sono frenati nella loro formazione da ostacoli di natura finanziaria e non hanno accesso a professioni che richiedono formazioni lunghe e costose. L’intervento dello Stato, oltre ad essere un atto di giustizia, evita lo spreco delle intelligenze.

Potremmo dire che uno studente può anche lavorare un po’ come hanno fatto tanti e arrotondare, dunque i 16’000 franchi potrebbero essere sufficienti, o no?

Certo, lavorare è possibile e auspicabile, ma il ricavato non basta a coprire le spese per gli studi. Prima di tutto, è decisamente meglio che uno studente passi la maggior parte del suo tempo a studiare. Si può lavorare durante le vacanze, ma si tratta pur sempre di lavoretti saltuari, mal pagati e magari in nero. Si tratta anche di lavori precari, a termine, su chiamata. Lavorare è utile certamente per fare delle esperienze e guadagnare qualcosa, ma si tratta di entrate troppo ridotte e incerte per offrire agli studenti la garanzia di potersi finanziare una parte degli studi. Inoltre, il tempo a disposizione per lavorare dipende strettamente dal tipo di corso universitario che si frequenta.

Attualmente quali sono i limiti per avere diritto a una borsa di studio?

Detto molto sommariamente, per avere una borsa di studio bisogna rientrare in alcuni parametri fissati dalla legge. Uno di questi è l’età ( la borsa di studio è concessa a chi non ha ancora compiuto quarant’anni), il domicilio, l’idoneità ( bisogna essere in possesso di un titolo di studio valido per accedere a formazioni successive) ed è necessario che la formazione auspicata sia riconosciuta. La legge però è molto articolata e precisa e per tutte le informazioni puntuali rimando all’opuscolo informativo che si trova all’indirizzo “Borsa di studio – UAST ( DECS) – Repubblica e Cantone Ticino”

E chi non ha una borsa di studio può chiedere un prestito di studio?

Sì, può chiedere un prestito. I parametri fissati non si distanziano molto da quelli per ottenere una borsa di studio ( idoneità, studio terziario, istituto riconosciuto), però il prestito si può chiedere anche dopo il compimento dei quarant’anni e serve per prolungare un corso di studi, per preparare un dottorato, per integrare o sostituire una borsa di studio. A differenza della borsa di studio, il prestito deve essere rimborsato entro un certo numero di anni. Anche in questo caso, per informazioni precise e dettagliate, rimando all’indirizzo citato nella risposta precedente.

Facciamo una domanda provocatoria, perché non dare diritto a chiunque di avere un prestito di studio, una specie di ipoteca sul futuro? Il antone non potrebbe, o dovrebbe investire, partendo dal presupposto che una migliore formazione è un valore aggiunto per tutto il Ticino?

Una migliore formazione è sicuramente un valore aggiunto per tutto il Paese, ma personalmente sono convinta che questo obiettivo debba essere raggiunto prima di tutto nella scuola dell’obbligo, cioè nella scuola di tutti. È lì che si deve lavorare e investire per dare una base solida a coloro che saranno la spina dorsale del nostro Paese. Questo è un obiettivo prioritario, secondo me, che indirettamente permette a molti più giovani di raggiungere quell’idoneità imprescindibile per ottenere un prestito di studio o una borsa nel corso della loro formazione. In questo momento, è la scuola dell’obbligo ad aver bisogno di risorse. Risolto questo problema, non è escluso che si possa considerare l’ipotesi di introdurre un reddito di cittadinanza, che potrebbe essere utilizzato per migliorare la propria formazione.

Secondo te, “La scuola che verrà” crea premesse interessanti per gli studi futuri? O è slegata dalla formazione universitaria?

Come ho detto in precedenza, una migliore formazione, accurata e solida, è quanto mi auguro per gli allievi della scuola dell’obbligo e il progetto “La scuola che verrà” è pensato e costruito con questo scopo. Sì, secondo me questo progetto crea premesse interessanti per gli studi futuri, perché dà a tutti gli allievi la possibilità di essere seguiti più da vicino e di approfondire le loro conoscenze. Perciò, anche se tra la scuola media e l’università ci sono di mezzo quattro anni di liceo, io credo che la realizzazione di questo progetto porti in generale a un migliore approccio allo studio che non può che riflettersi positivamente sia sui giovani che si affacciano al mondo del lavoro, sia su quelli che sceglieranno degli studi accademici.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!