Siamo pazzi ad andare ancora in auto

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Le automobili sono anacronistiche e quindi bisogna abolirle o perlomeno ridurle drasticamente oppure ripensare completamente da zero le regole del traffico. Intanto continuiamo ad avanzare più lentamente che con una semplice bicicletta.

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Dopo anni di ricerca sul terreno, come automobilista, sono arrivato a delle conclusioni “scientifiche” sul perché siamo sempre in colonna e quindi sprechiamo ore del nostro tempo in un’attività completamente inutile. Ecco le conclusioni.

  1. Rispetto a quando è stata pensata e costruita la maggior parte della rete autostradale odierna, la lunghezza delle auto è aumentata di circa 40 centimetri. 10 veicoli in fila significa che occupano uno spazio più lungo di 4 metri. In Ticino circolano giornalmente, solo per lo spostamento casa-lavoro, circa 170’000 veicoli il che significa 68 km in più rispetto a 40 anni fa. Se poi aggiungiamo le auto in transito o per spostamenti extra, arrivano facilmente a uno spazio di circa100 km. Quindi la maggior dimensione delle auto occupa uno spazio come da Airolo a Chiasso. E tutto questo senza contare gli autocarri in circolazione giornalmente.
  2. 9 auto su 10, pur essendo pensate per trasportare mediamente 5 persone, sono utilizzate solo dal conducente. L’odierna automobile è quindi irrazionale, obsoleta ed economicamente inefficiente. Un po’ come se un ristorante con 50 coperti, ne avesse mediamente solo 5 occupati, o se un aereo di 300 posti ne trasportasse solo 30: una situazione insostenibile.
  3. Per facilitare il traffico, sono state costruite le famose rotonde, che però non fanno altro che creare colonne. Se un’auto potrebbe affrontarle a 40 km/h, un camion può al massimo farlo a 10-20 km/h. Quindi basta un camion, per dimezzare il flusso di scorrimento.
  4. I semafori. Non so voi, ma la mia impressione è che quando mi avvicino diventano sempre rossi. Puoi tentare di tenere la velocità consigliata (onda verde!), di andare un po’ più veloce o più lentamente, ma il risultato è sempre lo stesso. Anche alla domenica quando non c’è traffico. I semafori non sono programmati per favorire il traffico, ma per formare colonne (e quindi inquinamento). Inoltre, negli ultimi anni è diventata prassi spegnare il motore al rosso, tuttavia questo crea non pochi problemi: il primo accende il motore, il secondo si avvia quando il primo è ad almeno 30 metri, e per il quinto o sesto il semaforo è di nuovo rosso. La controprova: a Bellinzona quando i semafori vanno in tilt, le code scompaiono.
  5. Prudenza e sicurezza: per aumentare la sicurezza (perlomeno negli intenti) il traffico è sempre più limitato, 30 km/h, 50 km/h e via dicendo (per gli automobilisti è un’occupazione quasi a tempo pieno tenere sotto controllo i cartelli sull’indicazione delle velocità che sorgono come funghi durante la stagione umida). Tuttavia, noi svizzeri, volendo sempre essere i primi della classe, ci siamo imposti di andare perlomeno un 10 km/h in meno rispetto a quanto indicato, il che, evidentemente, non favorisce il flusso del traffico.
  6. Le cunette: una grande invenzione (nelle zone a 30 km/h) ma che diventano anacronistiche sulle strade principali.
  7. Facciamo anche un calcolo economico di questa situazione. 187’000 (170’000 più il 10%) che si spostano per lavoro e che perdono circa un’ora al giorno nel traffico hanno un valore economico di circa 900’000 franchi (50 franchi l’ora minimo), un po’ meno di 5 milioni ogni settimana, 25 milioni ogni mese, 400 milioni ogni anno. Non male.

Conclusione: le automobili sono anacronistiche e quindi bisogna abolirle o perlomeno ridurle drasticamente oppure ripensare completamente da zero le regole del traffico. Intanto continuiamo ad avanzare più lentamente che con una semplice bicicletta.

 

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