Un circo senza animali: utopia o realtà del futuro?

Pubblicità

Un terribile incidente occorso in Spagna nel periodo di Pasqua ha riaperto il dibattito sull’opportunità dell’utilizzo degli animali al circo.

Di

Un terribile incidente occorso in Spagna nel periodo di Pasqua ha riaperto il dibattito sull’opportunità dell’utilizzo degli animali al circo.

Sull’autostrada A30 all’altezza di Albacete, nella regione della Murcia, un tir che trasportava cinque elefanti si è ribaltato. Nell’impatto un pachiderma è morto, mentre gli altri quattro sono fuggiti rendendo le operazioni di recupero di polizia e vigili del fuoco molto difficili, al punto che l’autostrada è stata chiusa per due ore. Una volta recuperati, gli animali feriti sono stati accuditi in uno ospedale da campo montato per l’occasione nel cortile di una fabbrica nei paraggi. Uno degli elefanti, impossibilitato a muoversi, è stato imbracato e sollevato con una gru. Illeso fortunatamente l’autista, che possedeva tutti i documenti necessari al trasporto degli animali: probabilmente la causa dell’incidente è stata una manovra azzardata, anche se c’è chi ipotizza un sabotaggio della vettura da parte di un gruppo animalista.

I cinque elefanti stavano viaggiando per conto della compagnia spagnola Circos Reunidos.

L’utilizzo di animali addestrati era già frequente nei circhi dell’antica Roma. Furono però le carovane dei nomadi Sinti ed altre etnie romanì provenienti dall’attuale Pakistan che diffusero nel XV secolo l’usanza di far esibire animali esotici ed inconsueti in Europa durante gli spettacoli circensi. I gitani conoscevano bene il potenziale dei loro animali: cavalli, scimmie e orsi usati negli spettacoli di strada o in tendoni stabili richiamavano un gran numero di persone, di tutte le età ed esercitavano un fascino particolare. Ben presto furono addestrate sempre più numerose specie di animali, anche feroci, e gli spettacoli circensi con animali divennero la norma.  Attualmente vengono impiegati elefanti, rinoceronti, leoni o puma, serpenti, falchi, otarie, lama, cani e cavalli.

Sebbene alcune storiche famiglie circensi ritengano che gli animali siano parte integrante dei loro spettacoli e sui loro siti ufficiali assicurino che gli stessi vengono rispettati, sottoposti a periodiche vaccinazioni e ben nutriti, molte associazioni animaliste non sono dello stesso avviso. La LAV, Lega Antivivisezione Italiana, nei suoi rapporti annuali dipinge un quadro desolante. Gli animali sono trasportati in tutta Europa in gabbie e costretti ad esibirsi per sopravvivere in condizioni che non hanno “nulla  in comune con le loro esigenze etologiche”. Nei rapporti della LAV si evidenzia che nei circhi i cuccioli sono allontanati prematuramente dalle loro madri e dai loro simili, acquistati e venduti di frequente, confinati in spazi ristretti o incatenati, costretti a stare in posizione eretta per ore e trasferiti in box angusti in treno o in camion da una località all’altra. Essi sono inoltre indotti a manifestare comportamenti che non avrebbero mai nel loro ambiente naturale.

E se c’è chi obietta che gli animali sono nati in cattività e che dunque non risentono delle restrizioni, l’iniziativa “Eurogroup for animals” nel 2015 ha dissipato ogni dubbio. Venti professori di biologia ed etologia provenienti da atenei di tutto il mondo hanno infatti sottoscritto una “Dichiarazione sul benessere  e i bisogni etologici degli animali selvatici ed esotici nei circhi”, nella quale hanno sottolineato che gli animali esotici, seppur nati in cattività, anche da generazioni, mantengono le stesse identiche esigenze etologiche e di benessere psico- fisico dei propri simili in natura e pertanto non sono adatti alla vita circense.

L’impiego di animali selvatici nei circhi, aggiunge la LAV, non pone problemi soltanto dal punto di vista del benessere degli stessi, ma anche e soprattutto in termini di sicurezza e incolumità del pubblico. Incidenti riconducibili ad animali da circo si verificano regolarmente e frequentemente, con effetti di entità variabile sull’ordine pubblico, ferimenti o uccisioni di persone.

Anche il trasporto di animali su camion, come dimostra il recente incidente in Spagna, è pericoloso sia per gli animali che per gli uomini. E’ evidente che un tamponamento, anche se banale, di un camion che trasporta animali enormi come gli elefanti, può avere conseguenze devastanti. Sorgono anche dubbi sul valore educativo di questi spettacoli. I bambini si divertono alla vista di animali sfruttati e che si comportano in modo naturale, senza rendersi conto della vera natura degli stessi.

Fortunatamente la consapevolezza che gli animali non sono oggetti da sfruttare per il nostro effimero divertimento, ma esseri viventi che soffrono e in grado di provare sentimenti si sta facendo strada nei nostri Paesi.

Attualmente sono 20 i Paesi dell’Unione Europea che hanno introdotto dei divieti in materia di utilizzo di animali nei circhi. Le motivazioni che stanno alla base dell’introduzione dei divieti variano fra un paese e l’altro dell’UE: si va dal benessere degli animali alla conservazione, alla salute degli animali e all’incolumità̀ del pubblico. 11 Paesi hanno introdotto un effettivo divieto, ma solo 3 (Grecia, Malta e Cipro) hanno proibito l’uso di tutte le specie di animali.

L’Italia sta proponendo la progressiva dismissione di tutti gli animali dei circhi, mentre l’Estonia, la Finlandia, la Slovacchia, il Lussemburgo e la Scozia prevedono di abolire gradualmente solo l’uso di animali selvatici.

In Svizzera una serie di regolamenti speciali permette ai circhi di tenere animali selvaggi in spazi più ristretti di quelli necessari in uno zoo. Tuttavia, la Confederazione è molto sensibile al dibattito e il benessere degli animali, nonché il rispetto della natura, fanno da sempre parte della tradizione elvetica.

Infatti recentemente tre organizzazioni animaliste, la Pro Tier, la fondazione Tier im Recht e Quattro Zampe, hanno raccolto 70’676 firme e consegnato al Consiglio federale una petizione in cui si chiede di vietare la detenzione di animali selvaggi da parte di circhi e di organizza spettacoli di varietà L’invito, rivolto al Governo, è quello di prendere sul serio “le preoccupazioni scientificamente” sulla questione. A loro avviso, l’attuale situazione giuridica può essere considerata alla stregua di una “legalizzazione dei maltrattamenti agli animali”.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!