Hai pagato la LIA? Affari tuoi

Cornuti e mazziati, verrebbe da dire, soprattutto per coloro che, ligi alla legge, si sono iscritti e hanno pagato in anticipo. Chi si è per esempio iscritto anche solo un mese fa, infatti, non vedrà indietro i propri soldi anche se la legge è stata abrogata.

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Le premesse c’erano tutte, la LIA è caduta come la testa di Maria Antonietta durante la Rivoluzione Francese. Un taglio netto, dovuto a ricorsi prevedibili del TRAM su leggi in conflitto tra di loro. (leggi qui)

Si poteva sapere prima? Certo, lo avevamo già scritto tempo fa (leggi qui). Ora, per i piccoli e medi artigiani che hanno guadagnato poco o nulla da questa legge e che gli è pure costata in franchi e in burocrazia, oltre al danno c’è la beffa. Zali ha dichiarato infatti:

“Non è previsto il rimborso di tasse incassate in base a decisioni cresciute regolarmente in giudicato.”

Cornuti e mazziati, verrebbe da dire, soprattutto per coloro che, ligi alla legge, si sono iscritti e hanno pagato in anticipo. E non parliamo di bruscolini, a un iscrizione base di 600 franchi per il mestiere praticato se ne aggiungevano 300 di supplementari per altre attività. Per esempio, un gessatore pagava 600 franchi e poi se faceva anche il pittore ne pagava altri 300 e così via. Immaginatevi piccoli artigiani multitasking (muratore, gessatore, piastrellista, ecc.) cosa dovevano lasciare sul piatto.

Per cui, chi si è per esempio iscritto anche solo un mese fa, non vedrà indietro i propri soldi anche se la legge è stata abrogata.

Un epilogo amaro per uno dei più incredibili pasticci legali degli ultimi anni.

 

 

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