Il segretario di Gobbi risponde dal Mattino

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L’intervista del segretario generale Filippini, con domande pilotate meglio di un drone israeliano, è una tirata su quanto sia tutto sicuro, meraviglioso e sotto controllo, e su come siano in malafede coloro che pongono sani dubbi. Ma è normale che un alto funzionario delle Istituzioni risponda a tutta una serie di domande, poste recentemente in parlamento da deputati ticinesi, su un giornale di partito?

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Il presidente della Federazione Svizzera di Tiro, Luca Filippini, è anche segretario generale del Dipartimento delle Istituzioni del ministro leghista Norman Gobbi. Ne avevamo parlato in un articolo dell’11 maggio (leggi qui).

Le due cose di per se stesse, sarebbero ininfluenti, se non fosse per il fatto che lo stesso ministro Gobbi si era spaventato (a suo dire) per la tentata strage della Commercio di Bellinzona. Nell’articolo, chiedevamo a Gobbi, quale fosse la sua sensibilità nell’ambito del controllo delle armi.

Infatti, l’enorme problema della facilità con cui anche da noi in Svizzera si possono reperire armi e relative munizioni, si ripropone ancora più potente proprio per la strage sfiorata a Bellinzona.

Ma veniamo al dunque. Il nostro articolo, criticava Filippini perché in quanto presidente della sua federazione (SSV), aveva avallato, ci smentisca se del caso, lo stanziamento di mezzo milione di franchi per combattere in un referendum la nuova legge che dovrebbe, appunto, limitare l’accesso alle armi.

Domenica, sul fogliuccio verde di via Monte Boglia, megafono delle istanze leghiste, una ponderosa intervista a Filippini che si difende, a suo dire, dagli strali che gli arrivano da tutte le parti.

L’intervista del segretario generale Filippini, con domande pilotate meglio di un drone israeliano, è una tirata su quanto sia tutto sicuro, meraviglioso e sotto controllo. E, ovviamente, su come siano in malafede coloro che pongono sani dubbi. Ma, soprattutto e qui ci girano un po’ le balle, è normale che un alto funzionario delle istituzioni, risponda a tutta una serie di domande, poste recentemente in parlamento da deputati ticinesi, su un giornale di partito? Siamo curiosi di sapere se il Dipartimento delle Istituzioni, quando deciderà di rispondere alle interrogazioni di Gendotti e Durisch, farà un copia e incolla dell’intervista o cercherà almeno di cambiare le parole.

Dulcis in fundo, un piccolo dettaglio che troviamo fuori luogo, nell’organigramma della federazione di tiro, Filippini riporta come recapito il suo numero d’ufficio. È giusto domandarsi, quanto del suo tempo pagato dai contribuenti, venga usato per gli affari della federazione. La cosa è oltretutto fastidiosa per quello che per noi è uno smaccato conflitto di interessi.

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