La frustrazione del cigno

Il cigno, emblema di purezza e bellezza, è stato ultimamente soppiantato dal meno nobile fenicottero

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Dopo 175 anni anche ad Hans Christian Andersen cominciano a girare le balle, era l’undici novembre del 1843 quando il suo “Brutto anatroccolo” vide la luce della tipografia. Citazione: “Voglio volare da loro, da quegli uccelli reali; mi uccideranno con le loro beccate perché io così brutto oso avvicinarmi a loro. Ma non mi importa! È meglio essere ucciso da loro che essere beccato dalle anatre, beccato dalle galline, preso a calci dalla ragazza che si occupa del pollaio, e soffrire tanto d’inverno! Uccidetemi! Esclamò il povero animale e abbassò la testa sulla superficie dell’acqua in attesa della morte …”

Si era trattato di un semplice scambio di culle e quel povero anatroccolo col collo lungo era deriso emarginato e bullizzato come un qualsiasi allievo straniero delle elementari o delle medie, ma si sa che i bambini nella loro semplicità sanno essere feroci con chi è più debole o differente e di conseguenza vanno educati. Ebbene, dopo una fanciullezza difficile e una pubertà ostica segnate da lotte senza quartiere e soprusi indicibili, con l’età adulta il brutto anatroccolo incontra una famiglia di cigni reali bellissimi, fieri, statuari e va loro incontro per farla finita con una vita grama: un colpo alla tempia,un suicidio, una sottoscrizione per Exit, e invece trova una famiglia, un clan, incontra l’amore e la serenità, conosce i cigni del lago di Čajkovskij e quelli del film di Darren Aronovsky. Il cigno, emblema di eleganza, simbolo di purezza, bellezza, saggezza, innocenza, coraggio e fedeltà; Giove si trasformava in cigno per circuire meglio le donne degli umani con cui voleva copulare. Cosa c’era di più bello di un cigno? Niente!

Sicuramente anche qualche santo aveva il suo cigno e sulle tavole di re e regine veniva farcito con fagiani e faraone. Chi di voi da bambino non ha sognato un salvagente bianco a forma di cigno col becco arancione? E chi lo ha veramente avuto? Erano rari e li avevano solo gli altri.

Devo ammettere che ci sono rimasto male quando la scorsa settimana nell’ascensore del dentista ho sentito due mamme che organizzavano un compleanno per il figlio:

Una: “Cosa c’è di più bello di un cigno?! Un fenicottero già! Oramai lo pensano tutti i bambini.” L’altra: “Le bambine …” Una: “Anche i bambini! Mica perché sono rosa piacciono solo alle femmine! Dai che pregiudizi, ne hanno meno i piccoli” L’altra: “Pensavo che …” Una: “Ma dai … apri gli occhi e evolviti! Se vuoi spaccare riempi la cucina il salotto e il giardino di fenicotteri che te li invidiano anche i grandi.” L’altra: “Ah bon ma è una moda?” Una: “Tè si vede che vivi fuori dal mondo va che devi schiodarti più spesso da Banco neh”

Poi si sono aperte le porte del sesto piano con il rumore del trapano in lontananza. Entro nel gabinetto dentario e al posto del solito portaombrelli mi imbatto in un fenicottero di un metro e sessanta, la segretaria ne ha uno di dieci centimetri vicino al computer e solo per cortesia le dico che è carino, ma perdo comunque un molare mentre penso: “Cazzo di fenicotteri”. Dopo l’estrazione parlo un attimo con un uomo di scienza e grande cultura, il dentista, gli domando se non li trova sgraziati con quel becco adunco e il collo troppo fine, ma a lui non importa molto, gli dico che oltretutto quelli veri puzzano parecchio e che sono indigesti anche agli altri animali e lui mi risponde che tutto sommato sono carini. “Carini … Ma dai vuoi paragonare l’eleganza di un cigno con ‘sti pennuti rosa che se restavano negli stagni e sulle bancarelle della Camargue era meglio, no?!” “Beh …” mi risponde lui e conclude: “Tutto sommato non ho mai pensato di esporre un cigno per i pazienti, potrei farlo per differenziarmi ma queste sono tendenze, le notano soprattutto i giovani e io ho bisogno di giovani … poi piacciono, cosa te ne frega se anche i ragazzi impazziscono per i fenicotteri? I dinosauri hanno fatto tendenza per vent’anni e adesso spariscono per la seconda volta; la prima è stata devastante. Coia, fattene una ragione è il momento dei fenicotteri, i nostri cigni si sentiranno un po’ frustrati ma pazienza … poi aspetta sabato 2 giugno e vedrai quanti fenicotteri sfileranno a Lugano”. Tornando a casa ho indugiato sul lungolago all’ombra dei platani e guardando le paperelle che giocavano, le folaghe che si rincorrevano e i cigni che galleggiavano placidi non ho potuto fare altro che pensare: “Che male quel fottuto molare!”

Coia

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