Licenziati a 50 anni, un pozzo nero

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Alcune testimonianze toccanti, postate da nostri lettori in merito all’articolo sui disoccupati over 50, meritano le luci della ribalta. Meritano un’attenzione più grande, meritano solidarietà e voglia di reagire.

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In un recente articolo, parlavamo della proposta del PPD di istituire misure più incisive, anche di sostegno finanziario alle aziende, per il reinserimento degli over 50 nel mondo del lavoro. (leggi qui). Alcune testimonianze toccanti, postate da nostri lettori in merito all’articolo, meritano le luci della ribalta. Meritano un’attenzione più grande, meritano solidarietà e voglia di reagire.

Situazioni come quella di Federico, che ha addirittura deciso di migrare:

“Onestamente… sono stato disoccupato ed in assistenza per due anni. ho chiesto ed ottenuto ogni genere di misure attive, fatto programmi occupazionali, 30 mila colloqui con consulenti ed assistenti, ma il risultato è stato zero. Ed altrettanto deludente per tutti gli altri compagni di sventura di ogni età nel mio settore (commercio e contabilità). gli unici colloqui di lavoro me li sono trovati io. E alla fine son partito per l’Uruguay, dove abito tuttora. Chiaro, è meglio fare un corso o un programma occupazionale che stare a casa, ma le possibilità che offrono queste misure (almeno quelle attuali) per inserirsi sul mercato del lavoro sono molto scarse.”

O come quella di Chiara, che racconta affranta di molti suoi amici che finiscono in assistenza alla fine del periodo quadro dopo avere inutilmente cercato un impiego per un anno e mezzo:

“Quanti casi conosco cosi !!! Amici conoscenti che arrivano a una certa età e percepiscono assistenza AI o disoccupazione …il problema non viene affrontato in modo adeguato e il problema si ingigantirà sempre di più le politiche attuali non sono di certo risolutive ci fanno ancora lavorare 8/9 ore come 40 anni fa !! Lo Stato assistenziale però e’ ben presente comunque ….”Anche noi programmati per essere rottamati dopo un tot di anni per poi poter sfruttarene altri a basso costo….cosi da incrementare il guadagno “

O come il toccante scritto di Isabella, che ci ringrazia per avere letto le sue parole e che invece ringraziamo noi, perché la sua testimonianza può, in mezzo a tante altre, essere utile per smuovere le acque, per dare la sveglia alla politica facendo in modo che si spenda per i disoccupati con la stessa serenità con cui lo si fa per le strade nazionali o per i sussidi al turismo:

“Ho perso a 50 anni il lavoro al 100%; per 2 anni, cioè quando sono finita in disoccupazione, avevo anche 3 impieghi più il sabato un corso…….. mi sono ammalata. ….. non ho ricevuto dalla disoccupazione un prolungamento…… non potendo più lavorare tutte queste ore……. allora con 3 impieghi sono finita in assistenza…… Dopo questi 5 anni estremamente difficili mi sono ammalata di cancro……. vivo di assistenza…… e aspetto da 3 anni una risposta dalla AI
E come me ci sono molti altri casi…….
Grazie per aver letto <3”

Ciò che fa male è quel cuoricino alla fine del testo di Isabella, quell’umile ringraziamento, che lei ritiene giusto per aver tediato altre persone coi suoi guai. È per quelle come Isabella che dobbiamo fare qualche cosa. Per chi ha perso le speranze ma ha ancora molto da dare.

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