Metteresti un pedofilo in un asilo?

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Il nuovo capo del dipartimento per l’ambiente dell’amministrazione Trump intende rimuovere i vincoli alle emissioni nocive per le case automobilistiche. Ma molti Stati non ci stanno e fanno causa al Governo

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Metteremmo un generale a capo del Dipartimento della pace? E un pedofilo al Dipartimento dell’infanzia? No, eh? Mica siamo scemi.

Eppure a capo del Dipartimento statunitense a protezione dell’ambiente, Donald Trump ha messo Scott Pruitt, ex procuratore generale dell’Oklahoma, un uomo del profondo Midwest, dove i campi di grano si fondono col cielo a perdita d’occhio.

Ma Pruitt dell’ambiente non sa che farsene. È sempre stato, infatti, uno dei più accesi detrattori delle politiche ambientali promosse da Obama per la lotta ai cambiamenti climatici.

Sì, avete capito bene, Pruitt l’ambiente lo dovrebbe difendere, infatti l’agenzia è quella della protezione dell’ambiente. Sennò lo chiamavano dipartimento dei disastri ecologici, o no?

E Pruitt, fedele cagnolino, come ormai tutti i vassalli di Trump, promuove politiche ambientali che di ambientale non hanno proprio nulla. Ora, Pruitt e il suo capo, vogliono fucilare anche le misure istituite da Obama, i vincoli messi alle case automobilistiche per diminuire le emissioni nocive. Secondo pruitt:

“sono stanchi di vedere miliardi di dollari sottratti alla nostra economia a causa di inutili norme dell’Epa”

Non sembrerebbe proprio invece, molti Stati infatti non ci stanno allo sporco gioco della coppia Trump-Pruitt, ed evidentemente non ritengono così inutili le misure dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente. La California, capofila di un nutrito contingente di Stati USA, dice di no e fa causa al governo per mantenere le misure varate dalla precedente amministrazione. D’altronde in passato, anche sotto la famosa guida repubblicana di Arnold Schwarzenegger, lo Stato è stato sempre in prima linea nell’ambito della salute e della lotta all’inquinamento, molte delle mode salutiste che seguiamo anche noi vengono proprio da lì.

La California conta quaranta milioni d’abitanti, lo Stato più popoloso e più virtuoso a livello ecologico rischia di rompere le uova nel paniere a Trump e alle sue folli politiche ambientali, che di ambientale non hanno proprio nulla.

A seguire la California ben 17 Stati, con più di 140 milioni di abitanti in totale, in sostanza poco meno della metà degli statunitensi. Il governatore della California Jerry Brown ha definito Pruitt un “fuorilegge”, intendendo che l’EPA, l’agenzia per la protezione dell’ambiente, indebolisce le misure di protezione per favorire l’industria automobilistica.

E forse i californiani hanno molto da perdere in questa guerra, perché lo Stato è un vero gioiello: 900 miglia di coste e spiagge affacciate sul Pacifico, le foreste delle sequoie millenarie, le montagne della Sierra Nevada, i vigneti della Napa Valley e i frutteti della Central Valley, il deserto di Mojave sono tesori veri e propri. Ma soprattutto, la California ha una tradizione di decenni volti a migliorare la salute e le condizioni ambientali.

Insomma, l’ennesimo braccio di ferro tra il pazzo alla Casa Bianca e chi ritiene il futuro dei propri figli e la loro salute, più importanti dell’estrazione di carbone e petrolio o dei favori alle industrie. A quanto è oggi il gradimento di Trump? Probabilmente se si rivotasse ora, di The Donald non rimarrebbero nemmeno le briciole.

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