Moccetti, avanti col teatrino

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Moccetti, sfruttando l’affetto dei pazienti e dell’opinione pubblica in queste questioni, usa senza paura l’arma della pressione mediatica, sorretto dai soliti noti intrallazzoni per spostare l’ago della bilancia verso gli interessi suoi e della sua famiglia che, oggettivamente, ha in mano una struttura finanziata dal Cantone

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Ma smettiamola con questo teatrino indegno. Di accuse e controaccuse. In un’intervista alla compiacente Liberatv, Moccetti si lamenta come una sguattera tradita e accusa sia il direttore del DSS Beltraminelli (che stranamente stavolta ha ragione) che il presidente dell’EOC Sanvido.

Scrive Moccetti, lamentando la proroga di 5 anni offerta dal Cantone per fare subentrare l’EOC (come da accordi) che lui voleva di 15:

“In sostanza ci viene detto: voi venite completamente assorbiti dall’EOC, agli ordini di Giorgio Pellanda e del CdA dell’Ente, e in cambio diamo cinque anni al vostro direttore, mio figlio Dante. Francamente la trovo una soluzione pasticciata e anche un po’ offensiva per la mia dignità.”

Cosa vuol dire completamente assorbiti? Vuol dire che l’EOC controllerà come si spendono i soldi al Cardiocentro. E poi cosa c’entra la dignità di Tiziano Moccetti? Qui il problema, e ci torniamo di nuovo, è il figlio Dante, direttore generale strapagato (leggi qui) in una struttura che ha ricevuto decine di milioni dal Cantone oltre che il terreno per la costruzione del complesso del Cardiocentro. (leggi qui).

E poi perché 15 anni? A pensare male si fa peccato. Quanti anni avrà oggi Dante Moccetti, che insieme a papà e fratello dirige con commovente amore familiare il Cardiocentro e i milioni che gli gravitano intorno? Circa una cinquantina a occhio. Altri 15 anni a fare il bello e il brutto tempo al Cardiocentro e poi la pensione. Babbo ormai ottantenne felice per avere assicurato un futuro al pargolo, chenon si sa ancora bene quali qualifiche abbia a livello professionale o accademico per dirigere una struttura del genere.

Moccetti, sfruttando l’affetto dei pazienti e dell’opinione pubblica in queste questioni, usa senza paura l’arma della pressione mediatica, sorretto dai soliti noti intrallazzoni per spostare l’ago della bilancia verso gli interessi suoi e della sua famiglia che, oggettivamente, ha in mano una struttura finanziata dal Cantone. Tira sul prezzo come un mercante fenicio per avere più vantaggi possibili, disattendendo in maniera ignobile gli accordi presi alla nascita del Cardiocentro, nascita pesantemente finanziata dai soldi dei contribuenti.

Scemi si, come sì diceva una volta, ma scemi scemi no.

 

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