Ombre di estrema destra sul presunto attentatore

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Col tempo si tracciano delle relazioni tra il diciannovenne che pianificava la strage e strutture di estrema destra, oltre a una morbosa attenzione per le stragi USA.

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Delle ombre inquietanti si allungano sul diciannovenne e un quadro più preciso si delinea. Sappiamo che il giovane, oltre ad avere le armi, in parte ereditate dal nonno, aveva un interesse morboso non solo per le armi, ma per i personaggi che avevano condotto stragi negli USA, come per esempio quella di Columbine. Il giovane, che abitava a Bellinzona Nord, per sparare si recava fino a Madonna del Piano in Malcantone.

Importante la testimonianza di un nostro lettore, che ci ha contattati per raccontarci la sua esperienza dopo avere sentito, alle cronache regionali della RSI, un’intervista a Ferruccio Galfetti, gestore di un poligono di tiro privato, appunto, a Madonna del Piano.

Il diciannovenne ora in arresto e detenuto all’ospedale psichiatrico di Mendrisio, si allenava al tiro presso il poligono del Galfetti e qui avrebbe anche comprato delle munizioni (una pratica, ci teniamo a precisare, legale).

Il nostro lettore, ci racconta che tempo fa si era recato presso il poligono con alcuni amici per curiosità, e aveva visto, nella sala adiacente che funge anche da mescita, delle bacheche con cimeli nazisti, come foto di Hitler e oggettistica ispirata al nazionalsocialismo.

Un’ulteriore testimonianza parla di busti e di statue equestri del Duce a cavallo, oltre a un’esposizione di armi da fuoco di tutti i tipi, con persino dei lanciarazzi.

Continuando la sua testimonianza, uno dei testimoni ricorda che era rimasto fortemente a disagio e che mentre era presso il poligono, si era anche presentato un gruppo di neonazisti, non per sparare, ci precisa, ma a quanto pare per allenarsi nella lotta.

Senza voler fare i complottisti, vorremmo che Norman Gobbi, il cui padre peraltro aveva anch’esso smaccate simpatie fasciste e aveva condiviso sui social sia post fascisti che antisemiti (leggi qui) (e qui) si rendesse conto che anche in Ticino serpeggia un substrato di estrema destra, in cui cresce e prolifera del marciume. Marciume che avvelena la mente anche a persone come il mancato attentatore della Commercio.

Gobbi, in un’intervista di qualche anno fa, minimizzava un pestaggio avvenuto nell’ambito dell’estrema destra:

“…fenomeni che vengono tutti monitorati dalla Polizia cantonale in collaborazione con la Confederazione. Questi gruppuscoli vengono sorvegliati per verificare la loro potenzialità e la loro preparazione nell’usare la violenza contro gli altri e anche contro lo Stato.”

A dire la verità, qui ad attivarsi è stata la scuola. Forse i fenomeni saranno monitorati, ma se noi fossimo in lui, terremmo d’occhio un po’ più strettamente certi ambiti e circoli, che non sono poi così sani e innocenti come sembrano. Circoli che hanno una smaccata simpatia per gli zii Adolf e Benito.

 

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