Quel povero Cristo di Marco Romano

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Non succede, ma se succede..eppure è successo. Dopo più di 40 anni di dominio PPD Mendrisio torna ad avere un sindaco liberale nella persona di Samuele Cavadini. Classe 1979, Cavadini ha sempre visto quella che da domani sarà “la sua Mendrisio” retta da sindaci conservatori. Ma come è stato possibile questo cambio di rotta? Noi di Gas avevamo intervistato Samuele all’indomani della sua presentazione del programma, era il sabato santo, due giorni dopo che il suo avversario, Marco Romano, aveva vestito i panni di Cristo nella tradizionale processione del Giovedi Santo alzando un polverone per aver reso pubblico, qualcuno insinuava ai fini della campagna elettorale, il suo ruolo di prestigio.

Ma io quella mattina avevo di fronte un uomo che aveva ben in chiaro la sua strada e il suo programma, un candidato sindaco che stava al di sopra di tutte queste chiacchiere da bar e da social e puntava solo a far conoscere se stesso e le sue idee. E Samuele per tutta la campagna ha fatto questo: è andatao a farsi conoscere. Ha girato tutti i quartieri della città, dalla cima del San Giorgio sino alle rive del Ceresio, proponendo in ogni quartiere iniziative per e con la cittadinanza. A Capolago si son potute provare biciclette elettriche, a Genesterio risottata e concerto di band giovanili, a Meride aperitivo con prodotti nostrani..e via di seguito tutti i quartieri, nessuno escluso. E i quartieri lo hanno premiato, cosi come molte forze politiche che hanno visto in questa elezione la possibilitâ di cambiare rotta nel capoluogo momò.

Se in quel sabato mattina io, come molti mendrisiensi, mi chiedevo cosa volesse dire “Non è politica, è Mendrisio” Cavadini lo ha saputo ben dimostrare in tutta la sua campagna parlando e ascoltando la gente.Il messaggio è passato: la gente ha votato per Mendrisio, per un candidato nato in un quartiere (Salorino), che vive e lavora in città, che ha a suo tempo lasciato la carica politica di gran consigliere una volta entrato in Municipio già dimostrando la sua visione di servizio orientata più verso la popolazione cittadina che non alla politica. Cosa contraria per Marco Romano, che facendosi forte del suo curriculum politico puntava sull’esperienza acquisita sul campo, ma ha giocato la carta sbagliata.

Sia chiaro, non stiamo facendo salti di gioia, Cavadini è pur sempre un liberale e sappiamo bene che da certe dinamiche di partito non si scappa, ma Samuele ha saputo per lo meno indicare una rotta di cambiamento, di stacco, di voglia di nuovo, di un nuovo modo di far politica con e per la gente. Rimangono ora alcune incognite, come quella riguardo il futuro del centro giovani e vedremo come vorrà muoversi ora il neo eletto sindaco. Non ci resta che fare gli auguri a Samuele Cavadini per il suo biennale da sindaco, augurandogli un buon lavoro.

Riguardo a Marco Romano, era partito come Cristo, si troverà a fare il discepolo, sperando non scelga di fare il Giuda..in fondo entrambi con le monetine hanno una certa confidenza.

 

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