Se Bewar se ne va, è colpa vostra

Pubblicità

Oggi mi permetto di fare un discorso che sicuramente creerà polemica. Ci sarà chi si sentirà preso in causa e reagirà. E ci mancherebbe, ognuno ne ha il diritto, come c’è anche il sacrosanto diritto di puntare il dito, perché a essere crudeli, siete voi

Di

Bewar Omar, il barbiere curdo iracheno, che ha ricevuto un mandato di espulsione dall’Ufficio della migrazione, quello per cui 4500 ticinesi si erano mobilitati, è dimagrito e depresso.

E saremmo depressi pure noi se tutto il nostro mondo crollasse in un attimo senza remissione. Affetti, amici, lavoro, tutto distrutto in un momento. Una specie di sentenza capitale nascosta dietro la triste burocrazia elvetica.

Oggi mi permetto di fare un discorso che sicuramente creerà polemica. Ci sarà chi si sentirà preso in causa e reagirà. E ci mancherebbe, ognuno ne ha il diritto, come c’è anche il sacrosanto diritto di puntare il dito.

Molti si sono mobilitati per aiutare Bewar, certo. Alcuni l’hanno fatto con grande coerenza, sono coloro che vivono nel loro animo le sofferenze altrui, gli empatici, coloro per cui non è importante l’individuo in se stesso, ma l’ingiustizia che colpisce le persone, a prescindere da credo o etnia. Questi si mobilitano per Bewar integrato e brava persona ma vanno anche a fare le veglie alla stazione di Chiasso per l’immigrato fulminato sul tetto del treno. Questi adottano bambini a distanza e vanno a distribuire i pasti alla stazione di Como ai disperati siriani. Questi fanno dell’aiuto e della compassione uno stile di vita, sono quelli spregiativamente chiamati dalla Lega “buonisti”.

Poi ci sono gli altri, mica cattivi eh? Ma sono quelli che fanno i distinguo: Bewar è bravo, gentile, servizievole, integrato. È uno facile da difendere, come lo erano Arlind e Yasin, altri due casi simili, altri due immigrati che hanno preso il foglio di via e sono stati buttati fuori.

Le frasi che più infastidiscono sono quelle in stile: “…con tutti i farabutti che tengono qui, mandano via Bewar”.

E qui c’è la colpa di voi che fate i distinguo, come a dire che in fondo sono “tutti” farabutti a parte Bewar che è mio amico e lo conosco. Quelli che : “ No, te sei musulmano ma sei una brava persona”, tu sei l’eccezione non la regola.

Eppure è proprio in questa regola, quella per cui voi non vi siete mai battuti, che c’è la fucilata che abbatterà Bewar e che ha fatto cadere Arlind e Yasin. Una regola che vuole tutti fuori, immigrati, neri, brutti sporchi e cattivi. Poi ogni tanto ne esce uno che conosci, con cui parli, ti accorgi che non è un mostro, che lavora bene, che è gentile, ma la regola che hai sempre voluto non distingue e falcia anche il tuo amico. E sappi che in molti potrebbero essere tuoi amici se ti prendessi la briga di conoscerli come hai fatto con Bewar. Questa è la regola per cui Lisa Bosia che aiuta i migranti minorenni è una farabutta traditrice, la stessa regola che espelle i minorenni alla frontiera con il beneplacito di Norman Gobbi.

Queste sono tutte persone con un fardello pesante sulle spalle, spesso schiacciante e infame: lo sono i vu cumprà che passano i migliori anni della propria vita strisciando su spiagge assolate facendosi sfanculare da nove persone su dieci, lo sono i profughi che hanno ancora negli occhi il sangue e le torture, lo sono i ragazzini che hanno attraversato il deserto e il Mediterraneo, lo sono quei poveri cristi che raccattano pomodori per pochi euro al giorno.

E lo è Bewar Omar dalle abili forbici.

Fare il distinguo dopo, è inutile, e firmare per tenerlo qui vanamente ipocrita, anche se molti, questa ipocrisia non la comprendono. Fare la distinzione non serve, la legge è uguale per tutti, e la legge l’avete fatta voi, votando politici che sicuri del vostro sostegno fanno quello che, in fondo, voi volete, buttare tutta la spazzatura nel cassonetto. Poi vi accorgete, un giorno, che anche l’anello prezioso è caduto nella spazzatura, ma è troppo tardi, perché il camion della spazzatura è già passato e ha scaricato tutto in un altoforno, mescolando vite e rifiuti con il vostro anello.

Di tutti loro rimarranno solo le ceneri nella vostra testa e, magari, un minimo di rimorso. Perché non è crudele la legge, lo siete voi.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!