Una speranza per gli over 50

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Una misura interessante in merito al lavoro, ci viene questa volta dal PPD.

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Una misura interessante in merito al lavoro, ci viene questa volta dal PPD. Che per gli over 50 la disoccupazione fosse una specie di patibolo lo sapevamo tutti. Risulta perciò ancora più vergognoso che debba essere un partito a farsi promotore, senza che lo Stato reagisca per conto suo, di misure adatte a questa categoria.

Chi è rimasto disoccupato dopo i cinquant’anni sa infatti quante reali possibilità ci sono di ritrovare lavoro, poi, più gli anni avanzano, più le probabilità di riuscire a ritrovare impiego diventano un puro miraggio. 4000 sono oggi gli interessati a queste misure, a cui come dicevamo, il PPD vuole dare risposta con degli atti parlamentari atti a cambiare le leggi sul rilancio dell’occupazione.

“Attualmente la legge prevede un sussidio per l’assunzione di disoccupati residenti che hanno esaurito il diritto alle prestazioni previste dalla LADI o che beneficiano di prestazioni assistenziali. Il sussidio ammonta a un massimo del 60% del salario d’uso per una durata fino a 12 mesi e non prevede differenziazioni in base all’età. La proposta del PPD si prefigge di potenziare ulteriormente questa misura a beneficio delle persone con più di 50 anni”.

L’unica misura creata apposta per gli over 50, oggi, è il pagamento di un contributo al datore di lavoro per la pensione (LPP) di massimo 500 franchi al mese. Il PPD chiede, giustamente, misure più serie per evitare la spirale dell’assistenza che poi è comunque a carico della collettività.

Il partito propone dunque di variare importo e durata del contributo a seconda dell’età, per eventualmente prolungare oltre i dodici mesi l’aiuto dello Stato all’azienda. In poche parole, più sei anziano più può prolungarsi il periodo di contribuzione statale.

“L’eventuale costo che questa modifica di legge potrebbe generare andrebbe compensato con gli incassi straordinari di cui sta beneficiando il Cantone. Si pensi ad esempio ai milioni in arrivo dalla Banca Nazionale Svizzera. (…)”

Ed è qui che Vitta viene chiamato alla cassa, sia per le sopravenienze dalla mini amnistia fiscale federale, sia per i milioni della BNS, che hanno gonfiato il consuntivo permettendo di entrare nelle cifre nere, e non di poco. È infatti comodo attuare sgravi ignorando la macelleria sociale che hanno fatto i tagli che oggi, visti i soldi in più, devono poter essere suturati.

“Chi ha lavorato tutta una vita non può concludere la propria carriera in assistenza!”

Conclude il PPD. Non può e non deve, aggiungiamo noi, e noi non possiamo perciò che dar loro ragione.

 

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