Aquarius, ci mancava anche la bufala del Mattinonline

Il Mattinonline pubblica una notizia falsa da un portale di bufale spagnolo sui presunti vestiti della Croce Rossa gettati via dai migranti della nave Aquarius. Meno male che ci ha pensato La Regione a sbugiardare i bufalari di Via Monte Boglia

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Come se non bastassero le fake news, altrimenti dette bufale, sui migranti fabbricate ad arte dalla marea di siti di pseudoinformazione italiani come VoxNews, CatenaUmana, e via dicendo, adesso anche il nostrano Mattinonline si accoda all’ignobile trend molto in voga nel Belpaese. Perchè avevamo davvero bisogno che anche dal Ticino partissero verso l’Italia queste notizie atte solo a fomentare ulteriormente gli animi dei razzisti dello Stivale.  Da un portale diretto da un granconsigliere, Boris Bignasca, collegato a un domenicale diretto da un consigliere nazionale, Lorenzo Quadri, se non ci si aspetta sicuramente un giornalismo etico, quanto meno sarebbe lecito pretendere un minimo di correttezza e di professionalità. E invece no, oltre ai classici Zio Bill e Gatto Arturo e ai loro sproloqui, ora spuntano (di nuovo) anche le notizie false. Per fortuna, almeno dalle nostre parti (in Italia ci pensano già i vari Bufale un Tanto al Chilo e Bufale.net), ci ha pensato La Regione a sbugiardare il portale verde pallido, un’opera di smascheramento di cui avremmo sinceramente bisogno più spesso.

Veniamo ai fatti.  Il titolone è di quelli buoni per far sbavare le torme di lettori ringhianti in cerca di sanguinolente notizie sulle malefatte dei migranti “Aquarius, i migranti buttano via i doni della croce rossa e vanno al ristorante con banconote da 100 euro”. Uellàààà, come si dice nel linguaggio leghista, che skandalo!! e nüm a pagüm!. Il tutto condito da una foto che mostra inequivocabilmente un cassonetto stracolmo degli abiti che vengono indicati come quelli forniti ai migranti della nave Aquarius dalla Croce Rossa Spagnola. Come fonte, a dare un tocco di autorevolezza, è riportato il portale spagnolo Casoaislado.

Penserete voi: oh, almeno si sono documentati. E invece no, signori. Perchè sarebbe bastato andare a leggere qualche testata spagnola seria e davvero autorevole per scoprire la verità (ammesso che in realtà non la sapessero benissimo e hanno fatto gli gnorri, al Mattino..). El Diario, ad esempio, ha fatto la cosa più normale, ovvero contattare la Croce Rossa, e cosa ha scoperto? Che quei vestiti erano sì, nel cassonetto, ma ci sono rimasti per meno di un’ora, prima di venire distrutti: questo perchè le norme igieniche e di sicurezza impongono che, per evitare epidemie, i vestiti indossati al momento del soccorso vengano poi eliminati. Nessuno scandalo, dunque, signori, ma semplicemente la malafede di qualcuno che ha pensato di inviare quelle foto a Casoaislado per fomentare ulteriore odio e risentimento verso i migranti, come se davvero ne avessimo bisogno. Quanto a Casoaislado, come riporta ancora La Regione citando El Paìs, si tratta fondamentalmente della versione spagnola di siti come VoxNews o Catena Umana, portali che creano notizie false con lo scopo di attirare click da monetizzare tramite gli annunci pubblicitari inseriti nel sito. Una pratica su cui si è scritto tanto, e che continua imperterrita a riempire le tasche di ignobili lestofanti a cui non frega nulla di aizzare la massa all’odio e al linciaggio del migrante per un click in più.

Fermi, direte voi: e i migranti che bevevano alcolici pagando con biglietti da 100 euro? Beh, qui è il Mattinonline stesso a scadere nel ridicolo, citiamo testualmente: “degli abitanti dichiarano aver visto i richiedenti l’asilo dell’Aquarius in un ristorante a bere alcolici pagando con banconote da 100 euro. “. Prove? Zero. Testimonianze attendibili? Meno di zero. Verifiche? Cosa sono queste sconosciute, si mangiano? Tracce della stessa notizie su altri mezzi di informazione? Ovviamente no. Insomma: Tizio mi ha detto che Caio ha sentito che Sempronio ha visto. Dicerie, pettegolezzi, presi paro paro da Caso Aislado e riportati come notizie certe, senza neanche il beneficio del dubbio di un condizionale, di un “pare che”.

Sinceramente, ne abbiamo abbastanza di bufale e notizie false da oltre confine per produrne anche da noi. E rendiamo merito a La Regione per non aver esitato nel denunciare come falsa una notizia del genere.

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