Essere gay nel 2018

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A cosa serve il Gay Pride? La risposta è semplice: in un’epoca in cui guerre e violenze sono cose assolutamente normali, mentre l’amore tra due persone dello stesso sesso è una cosa aberrante e abominevole (ricordiamoci che l’omosessualità esiste in praticamente tutte le specie animali), il Pride serve a dimostrare alle persone che non importa se a volersi bene sono un uomo e una donna, oppure due donne o due uomini, ma che l’amore è la cosa più bella del mondo e dovrebbe essere una cosa assolutamente normale per tutti.

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Sabato 2 giugno 2018 è una data storica per Lugano e per il Canton Ticino, in quanto per la prima volta si svolgerà un Gay Pride sulle rive del Ceresio. Ma cos’è, o meglio a cosa serve?

Mi chiamo Andrea, sono nato nel 1987 e sono gay. Ho scoperto la mia omosessualità attorno ai 16 anni, quando al liceo cominciavo a guardare più gli uomini che le donne. Così, naturalmente… Come tutti i ragazzi di quell’età, ho passato un paio d’anni tenendo nascosta la cosa a chiunque, la paura delle reazioni della gente era tanta. Poco prima dei 18 anni sono stato “costretto” a rivelare la cosa ai miei genitori, in quanto la situazione era diventata insostenibile. Non mangiavo quasi più e mi richiudevo in me stesso e mia madre venne a sapere la cosa a causa di un “incidente di percorso” che non sto qui a raccontare. Ovviamente la reazione iniziale non è stata delle migliori, venivo visto come se stessi facendo qualcosa di sbagliato oppure come se avessi ammazzato qualcuno, poi piano piano le cose si sono sistemate.

Nel corso degli anni mi sono rivelato alla maggior parte delle persone che conosco, e vivo la mia vita in modo molto più libero, scherzandoci anche sopra diverse volte. Questa rivelazione ha portato ad una sorta di selezione naturale, dove le persone che la vedono come una cosa normale mi sono sempre rimaste amica, mentre chi la vede come una malattia della società ha tagliato i ponti (non che la cosa mi dispiaccia, anzi…). Ovviamente ci sono ancora persone che non lo sanno, proprio perché la discriminazione e gli stereotipi sono sempre all’ordine del giorno. Queste cose probabilmente nascono dal fatto che c’è molta “ignoranza” sull’argomento e non si ha voglia di approfondire la questione in maniera più dettagliata.

E qui torniamo alla domanda iniziale. A cosa serve il Gay Pride? La risposta è semplice: in un’epoca in cui guerre e violenze sono cose assolutamente normali, mentre l’amore tra due persone dello stesso sesso è una cosa aberrante e abominevole (ricordiamoci che l’omosessualità esiste in praticamente tutte le specie animali), il Pride serve a dimostrare alle persone che non importa se a volersi bene sono un uomo e una donna, oppure due donne o due uomini, ma che l’amore è la cosa più bella del mondo e dovrebbe essere una cosa assolutamente normale per tutti. In fondo, cosa c’è di male? Un gay non fa male a nessuno, vive la sua vita nel migliore dei modi e vuole bene alle persone che reputa più giuste per lui. Trovo davvero triste e increscioso che ancora oggi, nel 2018, alcune persone vengano bullizzate e insultate per il loro orientamento sessuale. L’amore va preservato sempre, e indipendentemente dalle persone o dalle situazioni.

Quindi sì, il Gay Pride deve andare avanti finché la mentalità delle persone non cambierà e finché ci saranno discriminazioni. Ricordatevi che la bellezza sta anche nella diversità delle cose, e che essere diversi alla fine ci fa vedere il mondo da un’altra prospettiva.

Buon Gay Pride a tutti e viva l’amore.

 

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