European Solidarity, 173 piazze per un’Europa solidale sui migranti

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Massiccia mobilitazione nelle piazze d’Europa per chiedere una politica migratoria europea fondata sulla solidarietà che superi il Regolamento di Dublino. Anche Lugano ha fatto la sua parte aderendo all’iniziativa lanciata dalla parlamentare europea Elly Schlein

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Nella giornata di ieri si è tenuta la mobilitazione #EuropeanSolidarity, l’iniziativa lanciata dall’europarlamentare Elly Schlein che, nel giro di soli due giorni, ha visto scendere le persone in piazza in tutta Europa, per chiedere ai governanti riuniti oggi nel Consiglio europeo una svolta sulla politica migratoria, che sia fondata sulla solidarietà di tutta Europa, concretizzata nella revisione del Regolamento di Dublino.

Da Londra a Potenza, da Barcellona a Salonicco, sono state 173 le piazze in cui, in un gigantesco flash mob contemporaneo, sono state depositate (e poi diligentemente raccolte) centinaia, migliaia di barchette di carta a ricordare l’odissea dei migranti. Quegli stessi migranti che in queste ore sono da una parte ostaggio di chi, come Matteo Salvini, fonda la sua intera carriera politica sulla pelle dei deboli, dall’altra rimbalzati di porto in porto come pacchi postali dai governi europei, da Malta alla Francia di Macron alla Germania del ministro Seehofer ai Paesi dell’Est, che rifiutano di assumersi ogni responsabilità riguardo l’accoglienza, lasciando tutto l’onere ai Paesi di frontiera come l’Italia e la Grecia.

Come dichiara la stessa Elly Schlein,  “Oggi abbiamo visto un altro volto dell’Europa, una straordinaria mobilitazione in 173 piazze europee per chiedere ai capi di governo Ue, che si riuniranno domani di cambiare il regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento europeo e aprire vie legali e sicure di accesso in tutti i Paesi dell’Unione”.

Le adesioni personali sono state oltre 5000, le 259 associazioni promotrici. Alla mobilitazione nelle piazze è stato affiancato un mail e tweet bombing diretto ai capi di Governo europei, che ha visto l’invio di 8000 e-mail e 7000 Tweet, a cui si aggiungono le oltre 2milioni di visualizzazioni del sito in soli tre giorni.  “Per una idea che abbiamo lanciato solo quattro giorni fa – conclude Schlein – la risposta è stata davvero stupefacente, segno che c’è una altra Europa aperta e solidale che vuole fare la propria parte. I governi europei non potranno ignorare queste voci domani”

In questa massiccia partecipazione, in mezzo a piazze altisonanti come Roma, Bruxelles, Londra, Parigi, anche Lugano ha fatto la sua piccola ma significativa parte.  Una cinquantina di persone, uomini, donne, bambini, si sono radunate in piazza Luini, di fronte al Lac, deponendo decine di barchette di carta sul selciato (poi rigorosamente raccolte), sotto lo sguardo curioso dei passanti. Perchè anche la Svizzera, pur non facendo parte dell’Unione Europea, non può restare neutrale e silente su una questione che la riguarda comunque da vicino, non essendo assolutamente estranea ai flussi migratori, e può voltarsi dall’altra parte e pensare che sia un problema di altri. Ognuno, che sia la Francia, la Germania, o appunto la Svizzera, deve fare la sua parte senza isolazionismi, perchè il tempo dei muri e dei fossati è passato da un pezzo.

 

 

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