Il magico battito

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Oggi, a vent’anni dalla morte, papà Mario vorrebbe sapere dov’è finito il cuore del suo bambino, sentirne il battito ancora una volta. Sa che riposa nel petto di un uomo che ora ha 71 anni. Ha allora appeso quattro striscioni a Livorno, la sua città, per cercare il destinatario del cuore di suo figlio.

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Christian ha 17 anni, non lo conosco, ma magari è un po’ scontroso e taciturno a casa come lo sono spesso gli adolescenti. Magari, non visto, allarga il viso in un sorriso, senza farsi notare troppo perché questo rovinerebbe la sua aura gotica.

Con gli amici invece ride e scherza, gironzola con lo scooter. Magari ha una ragazzina dolce che bacia con l’amore acerbo dell’adolescenza.

Gli piace la pizza con la mozzarella di bufala, o magari adora i biscotti oreo. Mangia a orari improponibili perché è tipico dell’adolescenza ingozzarsi alla cazzo quando ti capita, alla faccia di mamma e papà che continuano a dirti che gli orari sono importanti.

Christian ama i suoi genitori ma non glielo dice mai. Christian muore a 17 anni per un aneurisma. Una morte improvvisa. Per mamma e papà è come prendere una vanga in faccia. Un dolore che ti accompagnerà per tutta la vita, ogni ora, ogni minuto.

Loro però fanno una cosa bella, che è in fondo l’unica cosa giusta da fare, donano gli organi di Christian, organi sani di un giovane. Sette vite hanno salvato, i pezzi del giovane Chris.

Oggi, a vent’anni dalla morte, papà Mario vorrebbe sapere dov’è finito il cuore del suo bambino, sentirne il battito ancora una volta. Sa che riposa nel petto di un uomo che ora ha 71 anni. Ha allora appeso quattro striscioni a Livorno, la sua città, per cercare il destinatario del cuore di suo figlio.

“Se non si avvererà questo desiderio, ringrazierò comunque il cielo per questi 20 anni di storie d’amore straordinarie. Il ‘magico battito’ l’ho sentito tutte le volte che, alzando gli occhi al cielo, mandavo un bacio a Christian per ringraziarlo dell’aiuto e della forza che mi ha donato”.

I padri non dovrebbero mai seppellire i figli, ma a volte capita. E allora ti rimane solo quel magico battito, nell’aria, nella mente, quel battito a cui tu hai dato inizio e che ti porterai sempre con te.

Un magico battito.

 

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