Parco del Locarnese, un altro assist

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Dopo una ventina di medici della zona che si sono schierati apertamente per il Sì, dopo il Consiglio di Stato che lo appoggia vedendone l’alto potenziale (e parliamo dei cinque ministri, di cui due leghisti), tocca a Ticino Turismo, che per voce di Elia Frapolli, caldeggia fortemente l’avvento dell’area protetta

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Allora, qui non è possibile che siano tutti scemi. Parlo del Parco del Locarnese. Fossero solo i fautori del Sì a sponsorizzare la creazione dell’area protetta potrei capirlo, ma qui si sta muovendo una bella fetta di società civile.

Scarse sono, e non me ne vogliano i detrattori del parco, le motivazioni del No. A parte un generico rifiuto delle regole, regole che per fortuna e da decenni scandiscono il nostro vivere, scarseggiano le ragioni per cui un parco non dovrebbe sussistere.

Un parco che, dati alla mano, migliorerebbe di molto non solo le condizioni degli alpeggi e delle strutture, ma anche svilupperebbe un turismo magari sì un po’ fastidioso, ma di certo rispettoso della natura e delle valli.

Dopo una ventina di medici della zona che si sono schierati apertamente per il Sì, dopo il Consiglio di Stato che lo appoggia vedendone l’alto potenziale (e parliamo dei cinque ministri, di cui due leghisti), tocca a Ticino Turismo, che per voce di Elia Frapolli, caldeggia fortemente l’avvento dell’area protetta. E marketing a parte, che è in fondo il lavoro di Frapolli, ci piace l’approccio di pensiero legato al potenziale turismo, leggiamo da TIO:

“(…) Il turismo esperienziale è un fenomeno recente. Si tratta di proposte di viaggio che offrono la possibilità di vivere esperienze partecipative uniche e irripetibili dove al centro c’è la persona.

Il fattore umano, costituito da uomini e donne con le loro usanze e abitudini secolari, attrae i visitatori di oggi più dei monumenti o delle grandi attrattive di massa. In Ticino c’è qualcuno che ha anticipato questa tendenza già parecchi anni orsono: i promotori del progetto di parco nazionale del Locarnese. Il territorio che va dal Lago Maggiore fino a Bosco Gurin, con al centro le Centovalli e la Valle Onsernone, ha visto fiorire nell’ultimo decennio una miriade di iniziative turistiche encomiabili. – E ancora –…sono ben 153 le iniziative già realizzate sul territorio e inserite all’interno del Parco nazionale del Locarnese sostenuto da Comuni, patriziati, enti e realtà private.
Iniziative che hanno contribuito e contribuiranno a generare un turismo di qualità.”

Qualità. Qualità del territorio, dell’ambiente, della vita. Valori imprescindibili e potenti per non fare morire le nostre valli. Dall’altra, mi dispiace, ma c’è solo il concetto di “…poi non possiamo più fare come vogliamo”. Un po’ pochino di fronte alla speranza di un futuro che possa far migliorere e rifiorire delle realtà che tutti, anche i fautori del no e su questo sono d’accordo, amiamo.

Oh…mica ci guadagnamo a sostenere il sì. Anche noi dovremo sottostare a delle regole, solamente pensiamo che queste regole, a lungo termine, saranno un vantaggio globale per tutta la regione. E pensiamo che i vantaggi compenseranno sacrifici che in fondo già facciamo.

 

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