Questa è la buona scuola

Sbrecciare i muri, farli crollare è compito dei nostri maestri. Di quelli del passato, che ricordiamo con affetto, di quelli del presente e di quelli che, con grandi difficoltà lavoreranno nel futuro. Il Talmud, libro sacro ebraico cita: “il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola”.

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 “Quello che è avvenuto non deve infatti farci dimenticare che, quando la violenza cerca di prendere il sopravvento sulla riflessione, è difficile pensare che non ci siano vittime. In questo caso il disagio di un ragazzo avrebbe potuto trasformare per sempre la nostra realtà. È perciò con rinnovato vigore e ancora maggiore senso di responsabilità che ci richiamiamo ai nostri compiti educativi. Perché crediamo fermamente che la cultura e la conoscenza rappresentino il migliore anticorpo contro la violenza e il disperato senso di abbandono”.

Queste le parole di un gruppo di docenti, una quarantina, che hanno sottoscritto un documento comune, una lettera. Una lettera in cui commentavano a posteriori la probabile sventata strage alla Commercio di Bellinzona.

Qua Dipartimento e DECS non c’entrano, nel senso che l’iniziativa viene dai docenti stessi, preoccupati per i loro allievi. Non vuole nemeno essere una tirata sulla bontà della scuola pubblica, queste considerazioni, oggi, le lasciamo da parte.

Siamo però contenti e rassicurati dal sapere che in quell’esercito di maestri, docenti, professori, ci sia chi dà voce a sentimenti importanti, che tutelano i nostri ragazzi e gettano i semi per un futuro diverso, migliore, più attento ai bisogni dei singoli.

Questi maestri ci dicono che loro compito è essere ancora più accorti anche se alla fine, a evitare la strage, è stata probabilmente proprio questa sensibilità.

Ci dicono che le uniche barriere contro la barbarie e l’abbrutimento sono la conoscenza e la cultura, perché chi conosce è più sereno, e chi ha cultura è più curioso e meno disposto alla chiusura. Perché la chiusura, quella del leghista in cima a una valle o quella di un ragazzino vestito di nero nella sua stanzetta sono simili. Figlie di paure, di mancanza di dialogo e confronto, dove ogni parola diventa il mattone di un muro sempre più spesso e alto.

Sbrecciare i muri, farli crollare è compito dei nostri maestri. Di quelli del passato, che ricordiamo con affetto, di quelli del presente e di quelli che, con grandi difficoltà lavoreranno nel futuro. Il Talmud, libro sacro ebraico cita: “il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola”.

E questa è la buona scuola.

 

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