Se le donne vogliono, tutto si ferma

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L’Unione Sindacale Svizzera si mette in campo con decisione. È il gruppo donne dell’USS infatti a varare, per giovedì 14 giugno, una serie di iniziative volte ad affrontare e mettere in evidenza i problemi e le ingiustizie che subisce ancor oggi il mondo femminile del lavoro.

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L’Unione Sindacale Svizzera si mette in campo con decisione. È il gruppo donne dell’USS infatti a varare, per giovedì 14 giugno, una serie di iniziative volte ad affrontare e mettere in evidenza i problemi e le ingiustizie che subisce ancor oggi il mondo femminile del lavoro.

In un comunicato congiunto con le Donne Socialiste e la Gioventù Socialista, l’USS sfrutta la giornata di giovedì, che commemora lo sciopero nazionale delle donne nel 1991 per le proprie rivendicazioni:

“Abbiamo aspettato abbastanza per ottenere lo stesso salario per lo stesso lavoro. Abbiamo aspettato abbastanza che il nostro lavoro quotidiano sia totalmente riconosciuto e che gli uomini diano il loro contributo alla famiglia e alla cura della casa. Abbiamo aspettato abbastanza per poter vivere la nostra vita senza violenze. Abbiamo aspettato abbastanza che la politica e l’economia riconoscano in maniera equa la nostra presenza e il nostro ruolo nella società. Noi donne non vogliamo più aspettare.
”

Parole serie e convinte, che fanno presagire una battaglia ostinata per vedere finalmente riconosciuti i diritti a una parità di trattamento. Prosegue nel comunicato il comitato:

“(…) i passi che in questi anni si sono fatti, non sono sufficienti a garantire la parità di fatto. Infatti la disparità salariale é sempre presente, come pure la povertà femminile; i genitori con figli vivono una difficilissima conciliazione tra vita lavorativa e impegni familiari in mancanza di veri congedi parentali (perno fondamentale del riconoscimento del lavoro di cura e domestico indispensabile per lo sviluppo della società); si sta aspettando l’attuazione della Convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza sulle donne per affrontare un fenomeno molto più diffuso di quello che si vuole credere. Senza contare che la rappresentanza femminile in politica e nell’economia è ancora lungi dall’essere paritaria, (…)”

Per questo diverse forze politiche e sindacali hanno collaborato per arricchire l’agenda di questo 14 giugno 2018, vi invitiamo a partecipare numerosi per ribadire il duritto alla parità:

ore 11.00: 40 città svizzere saranno invase dal Manifesto femminista (a cura delle donne PSS). Anche a Lugano, a Bellinzona e a Chiasso le promotrici saranno presenti per apporre in luoghi significativi il Manifesto.

ore 11.30: Al Tribunale federale di Bellinzona si denunceranno gli abusi e le discriminazioni che le donne e le persone più vulnerabili soffrono ancora oggi nel nostro Paese. 

 

 

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