Cancro infantile, curiamolo “da cursa”!

Quello che è un bambino, diventa una statistica nel mondo assicurativo, basato sul business e non sulla cura del singolo. D’altra parte, decine di lobbysti a Palazzo Federale coprono le spalle alle casse stesse, che gestiscono annualmente budget miliardari.

Di

Il cancro fa paura e terrorizza, certo. D’altronde se c’è un posto dove è ideale prenderselo è il Ticino. Non fraintendetemi, dico solo che lo IOSI*, fondato dal professor Cavalli, è una delle maggiori eccellenze a livello europeo per la lotta ai tumori, insomma, nella Ferrari di un sistema sanitario come il nostro, lo IOSI è una Rolls Royce costruita a mano.

Se però cominciamo a parlare di casse malati e farmaci è un’altra cosa, e se entrano in ballo i bambini, ancora un’altra. Le logiche di umanità di operatori, infermiere, medici e famiglie si scontrano, a volte, con l’arido calcolo delle assicurazioni malattia, soprattutto in un ambito dove le cure sono lunghe e costose.

Un bambino con un cancro è una cosa che scuote anche persone abituate al confronto con la malattia, ecco perché il caso del dodicenne in questi giorni sui media sta sollevando un polverone. Il ragazzino malato di tumore è stato curato, ma necessita di un farmaco preventivo, che eviti la possibilità di recidiva (e cioè il potenziale ritorno della malattia), farmaco che per una serie di cavilli non viene riconosciuto dalla cassa malati e il cui costo, nonostante il premio, pesa sulla famiglia.

Che buona parte dei ticinesi siano contrari a questo sistema di cassa malati è un dato di fatto. I premi sempre più esosi sono spesso l’incubo delle famiglie, premi che poi, come in questo caso o in altri finiti più tragicamente (leggi qui) non permettono però alcune cure. Quello che è un bambino, diventa una statistica nel mondo assicurativo, basato sul business e non sulla cura del singolo. D’altra parte, decine di lobbysti a Palazzo Federale coprono le spalle alle casse stesse, che gestiscono annualmente budget miliardari.

Nell’attesa e nella pia speranza che le casse malati paghino, l’associazione “Quii da la cursa”, che annovera tra i soci Henrik Bang e Giorgio Fonio, ha deciso di aiutare concretamente la famiglia a fare fronte alla spesa. Chi volesse per solidarietà versare qualcosa, può farlo presso il conto IBAN:

CH74 8036 5000 0062 3998 O

A favore dell’associazione “Quii da la cursa”, Via San Gottardo 88, 6830 Chiasso, menzionando “aiuto cure bimbo”.

*Istituto Oncologico della Svizzera italiana

 

 

Ti potrebbero interessare: