Come sopravvivere ai Mondiali

E riuscire a non prendere tutti a calci in culo prima del termine del terzo minuto del primo tempo di ogni singola partita.

Di

Oro incenso e birra

Non è  stato facile sopravvivere alla schiera di partite che si si sono svolte nelle scorse settimane e a quelle che verranno, passando indenni dalle serate con le lattine di birra che si parano e si pareranno davanti ai piedi al momento di andare a coricarti con quel cercopiteco del tuo lui che ormai non capisce più la differenza tra un torneo a Wimbledon e una partita di calcio. L’hai voluto? Tientelo!

Libertà è partecipazione

Si stanno disputando i Mondiali. Tutto si ferma e ogni cosa si trasforma, i programmi si adeguano e le giornate sono cadenzate dalle partite, la porta del frigo è tappezzata da guide, calendari e orari delle partite del campionato mondiale di calcio che han preso il posto dei biglietti con la lista della spesa e delle ricette del medico. Per un po’ non se ne parla più di spesa, salvo il saccheggio al Migrolino per la grigliata della domenica prima della partita, con orde di amici che ti sputacchiano ossa di costine sul tuo tappeto verde…Che bello stare in compagnia!

Autogol!

Non gli precludiamo la possibilità di imbruttirsi davanti allo schermo 32 pollici in attesa di una palla in rete, che se sarà come all’inizio si prospetteranno tempi duri, un autogol al 98 esimo, che i marocchini si stanno ancora masticando gli zebedei e i damerini iraniani stanno facendo la ola a suon di passerelle e sfilate, senza aver mosso un dito.

CR7, che sembra l’acronimo di un integratore,ha fatto  furore e segnato quasi subito ad ogni inizio partita, quando il tuo lui era già spaparanzato da mezz’ora sul divano con i cuscini che lo sorreggono ai fianchi e tu stavi ancora finendo di tagliare l’erba con il piccolo a mo’ di palla al piede che trascini sul prato e la suocera dalla finestra che ti chiede se hai già infornato le lasagne per domani e ti ricorda educatamente che devi ancora cambiare il catetere alla nonna…Che se avessi dato fuoco alla casa con tutti dentro, a quest’ora ero già fuori!

Mare mare qui non viene mai nessuno a trascinarmi via

In tutto il bailamme ci ficchiamo pure il blu del mare, tanto per non dimenticarti che siamo in estate e non morire dentro…

Entri in casa, sei sfinita, magari mi guardo un pezzetto di partita intanto che sgrano i piselli, lui è alla terza lattina e le patatine straripano dal vaso di fiori, sul cane che sta ai suoi piedi. E i fiori che erano nel vaso? Scomparsi dopo che lui ha svuotato l’acqua nella ciotola del cane.

Eri in giardino e sarebbe stato impensabile per lui imbroccare al primo colpo il contenitore giusto per mettere ‘ste cazzo di patatine! Pazienza…Pensi alle donne costrette al lavoro in miniera e ti consoli.

Siamo quasi al primo quarto d’ora di partita e già non capisci più cosa stia sbiascicando tra un rutto e l’altro. L’hai voluto? Ecchecazzo te lo tieni! In fondo rivela il suo vero essere solo ogni quattro anni, molto meno frequentemente dei licantropi e dell’ anno bisestile. Che culo!

Non amarmi

Ti era piaciuto tanto. Ti aveva conquistato col suo fascino dolce e al tempo stesso rude.

Un uomo tutto d’un pezzo, adesso ce l’hai. Non lamentarti!

Quando lo guardi ora, l’unica cosa che ti viene in mente è la via di fuga più veloce, l’arruolamento nelle compagini delle donne curde che combattono l’ISIS o in alternativa un soggiorno in Corea del nord. Lo osservi e ti rendi conto che il suo fascino è quello di un bradipo che sta fuggendo dalle folaghe e continua ad inciampare nelle sue unghie prensili…Un’immagine botticelliana!

Ci vorrebbe il mare per mandarti a fondo…

Meno male siamo quasi a metà partita, lui è già quasi partito e tu sei in cantina a far rifornimento di birra e patatine. Guarda il bicchiere mezzo pieno. Non cucini!

Le pretese non cessano e si fanno via via più insistenti, altalenanti fra la birra ghiacciata, il ventilatore direzionato dalla parte giusta, la copertina contro gli spifferi e il rassetto dei cuscini. Come avrò fatto? Che se curavo un paraplegico, sarebbe stato più facile e avrei anche percepito l’assegno di grande invalido al tempo stesso! Ma ecco che all’improvviso il sacco semi sdraiato si rianima, ha visto la palla andare verso il centro campo e se tutto va bene passerà dall’altra parte e allora sì che si prospetta un’emozione non da niente.

Potrebbe anche essere che magari la palla entri in porta e se non è un autogol, potrebbe anche trattarsi di un goal vero e proprio!!!

…E annegarti dentro…

Squilla il telefono, urla pazzesche giungono dal salotto, dice che lo disturbi.

Esci in giardino, dice che non ci sei. E se tutt’ ad un tratto finissero le birre? Ma sei fuori!

Allora per rassicurarlo ti avvicini un po’ e inciampi nella ciotola del cane che ha appena vomitato. Cosa cazzo fai? Proprio ora che stavano segnando!

Non è dato a sapere chi stesse facendo cosa. Tu però ora potrai sentirti in colpa per i prossimi anni, perchè è solo colpa tua se in quel preciso istante, l’insignificante e sconosciuta squadretta di un paese di merda non ha potuto segnare…Rimpiangi gli anni in collegio con le suore!

Fuorigioco!

Vedi la massa informe agitarsi e in un attimo di tremenda vivacità e insperato dinamismo, si alza dal divano e accenna a un saltino. Inusitato entusiasmo spontaneo. Falso allarme! Fuorigioco! E allora ditelo, che poi uno si agita. Troppe emozioni e troppo movimento possono nuocere gravemente alle insalubri abitudini dei tifosi non capenti.

Hai già preparato la coramina per sostenere il suo cuore in visibilio, anche quella scaduta va bene…Che già inizia di nuovo ad agitarsi, ma questa volta si tratta di una pubblicità, a questo punto lui non distingue più la differenza fra Binaghi e Vespa.

Vai in cucina a prendere il mocio, il cane ha vomitato le patatine alla paprika, fai cambiare posto sul divano all’indemoniato, così non ci mette dentro le ciabatte e gli prepari un altro bivacco con sostegno laterale. Cosi non lo devi raccattare da terra!

Dimmi perchè piangi e perchè non mangi…

Sei stanca, c’è un afa nell’aria e puzzo di birra e vomito per casa. Ti apparti col telefono, da lontano vedi ombre che danzano e cuscini che volano. Sono entrate le zanzare ed è iniziata la lotta a cuscinate per la supremazia del maschio alfa.

Dai che fra un attimo finisce tutto. Eh no, sei solo alla quinta delle non so quante centinaia di partite. Cosa cazzo fai? Nulla! Piangi in silenzio e te ne stai raggomitolata in un angolo della cucina a infornare lasagne e ora che ci pensi hai anche dimenticato il catetere della nonna. Pazienza aspetterà pure lei!

Questa sera non ti dico no

Suonano alla porta, è il postino. Dal salotto Re Mida grida e chiede chi è il rompipalle. Il mugugno dura poco e ricomincia subito il rantolo…

Il postino ti ha portato una raccomandata dall’ufficio esecuzione e fallimenti. Chissenefrega, firma tu…Gli offri un caffè e gli chiedi se ha finito il giro. Ti dice di si. È almeno dagli ultimi mondiali che ti corteggia. Gli dai la mano e lo accompagni di sopra. Tanto lui non si accorge, ha la mente obnubilata dall’alcool e ormai alterna rutti a flatulenze. Il postino è un lusso che ti capita tra cielo e terra e che non ti puoi far scappare. Entri in camera, ti spogli. Finalmente un attimo per te. Sul più bello, e il più bello deve durare al massino otto minuti, che poi c’è l’intervallo, ti chiama la nonna. Cazzo ti eri dimenticata di lei! Il catetere si è staccato e si è bagnata tutta. Il corridoio è gia allagato. E i tappeti zuppi. Scendi di sotto, congedi il postino in fretta e furia e prendi il mocio. “Birre, sono finite le birre!!!” Ci rinunci, durante i mondiali anche tradirlo diventa una fatica!

 

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