Foa denuncia l’Espresso? Vedremo

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Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino, passa all’attacco, dopo l’inchiesta de l’Espresso, in cui si rivelavano gli intrecci e i legami tra Foa, la Lega e Salvini stesso e Steve Bannon, (ex spin doctor della campagna di Donald Trump), e foa 1minaccia querela.

 

“… ho deciso di querelare l’Espresso. Ieri ho dato mandato ai miei legali, …, di procedere in tal senso (…) Sono consapevole che i tempi rischiano di essere lunghi, ma poco importa: il comportamento del settimanale è stato inqualificabile e chiaramente diffamatorio. Allora è giusto procedere per le vie giudiziarie.

Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente del gruppo che ho il piacere di dirigere, quello del Corriere del Ticino, Fabio Soldati, e tutto il Consiglio di amministrazione per avermi espresso pubblicamente solidarietà aver deplorato con elegante sdegno le “insinuazioni, palesemente infondate dell’Espresso”.

Altre azioni legali saranno intraprese in Italia e in Svizzera nei confronti dei siti che hanno ripreso l’articolo del settimanale romano senza dar conto delle smentite o che hanno scritto articoli dalle intenzioni chiaramente ingiuriose.”

Supponiamo di esserci anche noi tra i siti svizzeri, (leggi qui) se così non fosse saremmo amaramente delusi. Da parte nostra siamo sereni come angeli in preda ai fumi dell’oppio. Le cose che abbiamo detto su Foa, ben prima dell’Espresso, sono documentate e non temono nessuna verifica, d’altro canto Foa fino ad ora aveva bellamente fatto finta di niente, senza mai rispondere alle nostre accuse. Anzi, il povero Pontiggia, direttore del CdT aveva addirittura dovuto scusarsi in merito alla bufala sulla polizia tedesca (leggi qui). Da allora, la penna di Foa era scomparsa dalle colonne del Corriere dove prima impreversava con grande sprezzo del pericolo e della verità.

Per dovere di cronaca, diciamo che: 1) l’amministrazione del CdT oggettivamente non difende Foa, bensì, con linguaggio leguleio, dichiara che lo stesso Foa si riserverà di denunciare. Il CdT in realtà non fa che ribadire la propria indipendenza, quello che sembra un assist dell’amministrazione nei confronti di Foa, è in realtà piuttosto un’elegante presa di distanza.

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2) Le smentite di Foa lasciano il tempo che trovano, se voleva smentire decentemente doveva invocare il diritto di replica, cosa che concediamo se qualcuno ce la chiede motivandola. Nessuna testata ha l’obbligo di riportare smentite scritte a pera sui blog.

3) Querele a parte rimangono i fatti. Marcello Foa insegna ai corsi di giornalismo in Ticino ed è già stato colto più volte a propinare bufale ai suoi lettori. Le sue frequentazioni con elementi della Lega italiana o delle destre internazionali sono plateali e le sue idee politiche anche, basta leggere il suo blog. Inoltre sul suo blog Foa sposa ipotesi complottisitiche, quelle si, al limite del ridicolo. Se non volete leggere l’importante bibliografia sul personaggio a opera di GAS, fatevi un giretto su BUTAC (leggi qui), uno dei maggiori siti anti-bufale italiani.

Nel frattempo si aspetta querela sgranocchiando pop corn.

 

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