Gli allarmismi inutili di Bühler diventano notizia

Alain Bühler semina ingiustificato allarmismo su presunti ladri su Facebook, e viene immancabilmente ripreso da un portale.

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Se Alain Bühler non avrà fortuna come esponente politico, sicuramente potrà riciclarsi alla grande come influencer. Roba che Chiara Ferragni levati. Sono ormai innumerevoli le volte che alcuni portali, che, come Lord Voldermort, chiameremo voi-sapete-chi, trasformano in una notizia un post sul profilo Facebook del giovanotto di Pregassona. Ricordiamo quando si è improvvisato pedagogo dando importanti consigli su come far usare lo smartphone ai figli; o quando ha assunto le funzioni di ricercatore, con un sondaggio sulla libera circolazione, sicuramente condotto su un campione affidabilissimo, ovvero quelli che non ha bannato perchè lo criticavano. Adesso, il buon Alain ha fatto il salto di qualità decidendo di mettersi al servizio della collettività come ligio segnalatore di potenziali ladri nella zona di Ligaino, Pregassona. È bastato che una persona andasse in giro suonando i campanelli, o che tre altre persone girassero per il quartiere zaino in spalla allontanandosi al vederlo osservarli, per far presagire allo Sceriffo di Lugano Nord che probabilmente, “da come si muovono”, si possa trattare di ladri che controllano appartamenti da svaligiare, e avvisare persino la polizia. E immancabilmente, il suo post, a sua insaputa, dice lui, diventa una notizia su uno di questi portali, voi-sapete-chi, con un titolo di quelli che acchiappano click che è un piacere: “Movimenti strani a Pregassona: fate attenzione”. Scopriamo poi, in un commento dello stesso Bühler, sul cui post era intervenuto in modo vigoroso il presidente della commissione di quartiere Luca Campana, invitando a non creare allarmismi, che non di aspiranti Arsenio Lupin si trattava, nè tanto meno di falsi venditori, ma di un malcapitato, vero rappresentante di una ditta di sicurezza. Sugli altri tre, restano i sospetti dell’integerrimo Custode della Legalità dell’OltreCassarate. Perchè se a Pregassona finisci in un vicolo cieco e torni indietro, probabilmente sei sospetto!

Ora, due le cose da sottolineare in questa breve, surreale e a tratti esilarante faccenda social-giornalistica. La prima è che certi atteggiamenti da vecchietta paranoica, lungi dal rendere effettivamente un pubblico servizio, altro non fanno che suscitare inutili allarmismi e generare un clima di sospetto continuo verso chiunque sia “nuovo” in una zona. E lo confermano  i numerosi commenti sotto il post, fra cui quello della signora di Cimo che dichiara che a loro proprio non la si fa, e che chiunque passi da quelle parti e sia “straniero”, viene immancabilmente fotografato, lui e la macchina, e sottoposto all’infallibile prova del saluto per capire se è “di noss..”. Probabilmente la signora è ignara di ogni tipo di legge o regolamento sulla privacy, o forse vuole emulare le orme di Fabrizio Corona, chi lo sa. (N.B. Devo ricordarmi, se mai passerò da Cimo, di mettermi bene in posa e lavare la macchina, e di salutare sempre con enfasi). Per non parlare dello scocciare la polizia per le proprie paturnie da sceriffo de noantri.

La seconda, è che il fatto che determinati portali, voi-sapete-chi, non sembrano aspettare altro che l’ennesimo post del Barbuto Paladino per riprenderlo e trasformarlo in una notizia, dando al suddetto quella notorietà che probabilmente, dopo la batosta subita su No Billag, sembra andare cercando affannosamente intervenendo a sproposito sugli argomenti più disparati. Probabilmente, se domani una delle pargole del Buon Pater Familias di Pregassona cadesse e si sbucciasse un ginocchio come capita a tutti i ragazzini, nel giro di un’ora partirebbe un dossier sul pessimo stato delle strade di Lugano, roba che le buche di Roma al confronto passano in secondo piano. O se al buon Bühler capitasse di mangiare male in un ristorante, sicuramente voi-sapete-chi avvierebbe un’inchiesta sullo stato disastroso della ristorazione in Ticino. E tanti saluti alla buona informazione e al giornalismo di qualità.

Fatichiamo sinceramente a credere che lo Sconfitto su No Billag non sia consapevole del fatto che ogni suo post su Facebook viene considerato per una potenziale pubblicazione da parte di voi-sapete-chi. Ma noi ne siamo lieti: continua così, Bühler, oggi segnali presunti ladri su un portalino, domani magari le tue doti di indagatore verranno apprezzate e finirai a lavorare all’FBI. Che è sempre meglio che far politica.

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