Gobbi è in vacanza e non vuole essere disturbato

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Col forte dubbio di un ravvedimento, torniamo sulla questione riguardante il sergente della polizia Edy Imperiali, il poliziotto recentemente promosso di grado nonostante dei post razzisti e filonazisti. Oggi è la comunità ebraica a chiedere lumi, ma Gobbi non vuole essere disturbato

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Gobbi attualmente è in vacanza e non vuole essere disturbato”, in sintesi questa è la risposta che dà il Dipartimento del nerboruto gerarca delle istituzioni alla Federazione svizzera delle comunità israelitiche. La comunità ebraica chiede lumi al mascelluto ministro per la questione riguardante il sergente di Polizia Edy Imperiali, recentemente promosso, nonostante un paio di anni fa fosse stato denunciato per avere pubblicato post razzisti e filonazisti. Imperiali fu rimosso dal servizio attivo e sbattuto dietro a una scrivania. (leggi qui)

Oggi però questa promozione dà l’impressione che Imperiali sia stato messo a fare servizio d’ufficio non tanto per punizione, quanto per toglierlo dalle luci della ribalta e la sua recente promozione conferma questa tesi. La comunità ebraica si chiede giustamente:

“…come sia possibile che un poliziotto che chiama gli stranieri “maiali” e che inneggia a ideologie naziste venga promosso.”

Oltre alla comunità ebraica, si moltiplicano le obiezioni sulla promozione del sottoufficiale con nostalgie per fascismo e nazismo.
Come un disco rotto, il portavoce della Polizia cantonale non sa rispondere altro che: “abbiamo valutato il suo comportamento e ritenuto adeguata questa promozione”. Nulla di più da Gobbi e dal Governo. In sua difesa, anche l’ex presidente della Federazione svizzera funzionari di polizia Michele Sussigan:

“Ma di chi stiamo parlando? Di una persona pericolosa che mette a rischio la sicurezza dei cittadini? O di un agente di Polizia con oltre 30 anni di servizio passati la maggior parte sulle nostre strade, con incarichi di routine, a volte con incarichi importanti e delicati di indagine, a volte con compiti di responsabilità e non da ultimo con l’assenza di reclami (a mia mente) da parte dell’utenza sul suo operato trentennale? Perché è di questo che stiamo parlando, non di un fanatico pericoloso”

A “sua mente” non è un fanatico, bene. Proviamo quindi a formulare qualche domanda più articolata, nella speranza di ottenere una risposta meno grossolana che il classico “va ben inscì!”.
Le regole del vivere civile insegnano che il comportamento corretto di chi ha offeso gravemente qualcuno è anzitutto quello di scusarsi adeguatamente. Solo così risulta credibile un sincero pentimento e si può ritenere che il perdono sia stato concesso dalla vittima e non ci sia stata solo una comoda autoassoluzione.
Ci chiediamo dunque:

– Quando e in che termini il poliziotto si è scusato con “la Ministra  Infame e traditrice che sta svendendo la Svizzera a cani e porci!!!” alla quale aveva pure dedicato una citazione di Mussolini?

– Come ha cercato di scusarsi con i “carissimi sinistroidi” accusati del fallimento e avvertiti con un perentorio “Siamo in guerra!!!” accompagnato dall’immagine di due pistole?

– Che tipo di atteggiamento ha avuto per scusarsi con i “maiali” per i quali auspicava “Piazza pulita!! Espulsioni di massa!!” con il monito “Ognuno a casa propria!! Gialli con gialli, neri con neri e musulmani con musulmani!!” specificando meglio il concetto con la foto di un raduno del Terzo Reich con la dicitura “Il dovere è uno solo RIPRENDERE LE ARMI!! Usque ad finem”?

Vorremmo tanto poter credere nel ravvedimento del sergente, ma allora qualche risposta sincera e convincente dovrebbe pur essere data. Aspettiamo questo gesto coraggioso. Sempre che Gobbi torni dalle vacanze e dedichi un minutino del suo preziosissimo tempo a questo caso.

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