I comunisti sono davvero fannulloni?

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Il recente attacco, apparentemente gratuito, dell’MPS nei confronti dell’alleato comunista in parlamento, denota una frattura che è più legata a questioni di potere che a veri motivi politici. Anche perché tutto si può dire dei comunisti, ma non certo che si grattino la pancia in sedia a sdraio.

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I comunisti sono fannulloni. L’altro giorno l’MPS (Movimento per il Socialismo), in un comunicato al vetriolo, accusava i “ragazzotti” (termine loro) del PC, di essere ininfluenti in Parlamento, insomma, paro paro, di essere dei grattaculi, come si dice da noi.

Si può essere d’accordo con le idee o non esserlo. Ma accusare i comunisti di non fare è profondamente ingiusto, oltre che incomprensibile. Non si capisce, infatti, il perché di tanta virulenza gratuita.

I Comunisti, forza esigua ma agguerrita sono invece proprio gente che fa. E hanno un’età media simile a quella di un Paese in via di sviluppo quando altri partiti sembrano dei reparti geriatrici. I ragazzotti come quelli del PC o della GISO (la Gioventù Socialista), sono ragazzi appassionati, informati e sgobboni, e questa è una realtà.

Io stesso ho passato ore a litigare con dei comunisti su Facebook che mi sotterravano con trattati sociopolitici che avrebbero fatto impallidire Noam Chomsky. Da allora li evito come la peste, almeno sui social.

Dunque, abbiamo appurato che i comunisti hanno idee radicali ma sanno quello che fanno e sono informatissimi. Sappiamo che sono giovani, ottima cosa, e possiamo anche valutare il loro comportamento facendo solo alcuni esempi: Alessandro Lucchini a Bellinzona, e Demis Fumasoli a Lugano, ma anche Edoardo Cappelletti, anche lui a Lugano, o Massimiliano Ay in Gran Consiglio, proprio lui accusato di “fare” poco dall’MPS.

Cappelletti, nei giorni scorsi è addirittura stato nominato nel comitato giuridico della federazione sindacale mondiale, Le Temps, il giornale romando, titolava una sua intervista: “Un giovane giurista ticinese si profila nel sindacalismo internazionale”, insomma mica pizza e fichi.

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Oltretutto il ragionamento dell’MPS fa un po’ acqua quando dichiara che Ay farebbe poche interrogazioni parlamentari. Diciamo che se il lavoro di un parlamentare si limitasse a quante interrogazioni o interpellanze fa, allora bisognerebbe dare la Coppa UEFA a Massimiliano Robbiani e Lorenzo Quadri, che ne snocciolano a decine ogni anno, con scarsi risultati peraltro. Altra cosa è, oltre alla protesta che è sacrosanta, lavorare all’interno del parlamento e delle commissioni per cercare di cambiare le cose.

I comunisti sono certamente maturati negli ultimi anni, almeno a mio parere. Diciamo che da giovani irruenti e un po’ scapestrati sono diventati “adulti” anche temibili per certi versi, soprattutto grazie al loro bagaglio politico e alla loro ostinazione. Recenti battaglie a favore della rinazionalizzazione della Posta svizzera sono non solo condivisibili, ma entrano in un solco di cambiamento del pensiero unico selvaggiamente capitalista.

La rottura unilaterale dell’MPS con i comunisti in vista delle elezioni, è alla luce dei fatti, sempre più incomprensibile, e allora perché l’MPS ha divorziato dal PC? Scrivono i comunisti:

“… Per una ragione molto semplice: perché noi siamo indipendenti dai diktat che hanno tentato di imporci in questi ultimi anni! Siamo un partito di giovani (non a caso Pino Sergi ci etichetta sprezzantemente come “ragazzotti”) (leggi qui), con un’età media di 30 anni, che produce – crediamo – del lavoro politico la cui qualità è riconosciuta (…) Il progetto di MPS di rendere i “ragazzotti” del PC i loro giocattolini da usare per portare acqua al loro mulino è fallito e quindi hanno deciso di escluderci da tutto, tanto hanno trovato un altro alleato usa e getta. ( Il POP*, NdR)…”

Si dice spesso che a sinistra non si deve litigare. Verissimo, sarebbe bello, certe volte però non si può nemmeno rimanere lì a fare gli “utili idioti”, come ha scritto recentemente il Consigliere comunale PS, Alberto Casari, sempre in merito a questa vicenda (leggi qui).

La nostra speranza comunque è che la sinistra e le forze progressiste crescano, questo cantone ha disperatamente bisogno di idealisti e di passione.

*Partito popolare operaio

 

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