I gay addirittura nelle istituzioni!

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Il ministro della Famiglia italiano è una vergogna per un Paese laico e civile. Decenni di conquiste, battaglie, dolorosi e faticosi percorsi per il riconoscimento di pari diritti, sono spazzati via da un beghino retrogrado cattolico. Un passo indietro per le coppie omosessuali e i loro diritti.

Di

Lorenzo Fontana, cattoleghista della peggior specie, sconfina volentieri, come fa spesso il suo grande leader, da ciò che gli compete.

Le sue uscite sulle famiglie omosessuali e sull’aborto hanno fatto scalpore, ma lui rimane lì, a gestire un settore sensibile con il background di un monaco inquisitore. Lui ci tiene a precisare che ha tanti amici gay, ma i loro diritti sono un’altra cosa.

Sembrano quei bianchi che dicono: “Io non ce l’’ho coi negri, basta che stiano al loro posto”, dove il loro posto è, ovviamente, dove dici tu.

Fontana ci tiene a dirci che ha lavorato anni a Bruxelles dove, parole sue testuali: “… ci sono anche nelle istituzioni”.

Ma dimmi te, roba da matti! A Bruxelles sono avantissimo, prendono i gay anche nelle istituzioni!

E i pargoli? Fate figli! La ricetta di Fontana, che ricorda il ventennio fascista è: lotta agli aborti e fare più figli per la patria e per pagare le pensioni, dove il figlio ha un valore non tanto come individuo ma quanto utilitaristico viatico per il futuro. E in un’intervista, alla domanda su come pensa di comportarsi verso le famiglie arcobaleno, risponde:

“Perché, esistono le famiglie arcobaleno?”

Ora per Fontana, l’amante dei bambini, non si possono riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia. Cioè, l’Italia non accetterà figli nati all’estero con questi metodi.

“Il diritto di famiglia – ha detto Fontana – non può tenere in conto il riconoscimento di genitorialità di bimbi concepiti all’estero da coppie dello stesso sesso, tramite pratiche vietate come la maternità surrogata o l’eterologa, non consentita a coppie omosessuali. Va fatto rispettare il divieto, evitando che il ricorso di queste pratiche all’estero si traduca in un aggiramento del divieto in Italia”.

Un altro divieto, come quello dei porti. Delle situazioni palesemente illegali o al limite del legale vengono evocate da questa gente per fare valere la prepotenza di un’ideologia gretta e bacata. Gli omosessuali sono a Bruxelles, vuoi che non ci siano in Italia e votino? Noi speriamo di sì, e che la prossima volta si ricordino di che personaggi il governo attuale mette in posti sensibili.

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