Il clan dei Casamonica è ormai mafia

Fino adesso la politica si è concentrata sugli invasori, sui migranti che vengono dal mare e minacciano di mandare in rovina l’Italia. Peccato invece che non ci si renda conto che la minaccia più grave ce l’abbiamo proprio in casa: è la mafia

Di

L’arresto di 33 esponenti del clan dei Casamonica, a seguito di una maxioperazione dei carabinieri di Roma, Reggio Calabria e Cosenza, ha portato alla luce una realtà finora sottovalutata ma assai preoccupante: la famiglia romana, di origine sinti ma ormai stanziale, non sarebbe più solo dedita alla criminalità locale, ma avrebbe ormai conquistato un potere tale da assumere i connotati di una vera e propria organizzazione mafiosa.

L’accusa mossa ai 33 arrestati, tra cui l’ex campione di pugilato Domenico Spada, e ai 3 ricercati è l’aver costituito una organizzazione dedita a traffico di droga, estorsione e usura commessi con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione, denominata “Gramigna”e portata a termine da 250 carabinieri con l’ ausilio di unità cinofile, non solo ha dimostrato che a Roma non ci sono più “zone franche” ossia libere dal giogo dei Casamonica, ma anche che il clan familiare è ormai una vera e propria organizzazione mafiosa al pari della Camorra, della ‘Ndrangheta e della mafia siciliana.

Da una serie di intercettazioni, infatti, sono stati evidenziati rapporti tra i Casamonica e il ramo della camorra romana, il cui maggior esponente è Michele Senese, e con le ndrine che gestiscono il traffico di cocaina. Inoltre, sono stati accertate relazioni con Massimo Carminati, affiliato alla Banda della Magliana, nonché uno dei protagonisti di “Mafia capitale”.

I Casamonica, noti finora alla cronaca per essere “semplici” criminali romani con la passione per i Rolex e i funerali pacchiani dei parenti, sono ormai mafia. Hanno trovato terreno fertile in una città sempre più abbandonata a se stessa, dove l’amministrazione e lo Stato sono assenti, in cui sempre più zone sono terra di nessuno. Si sono fatti strada prima controllando le periferie più remote e poi ampliandosi in tutta Roma, fino ad acquisire un peso nazionale.

I loro metodi di intimidazione hanno assunto la connotazione mafiosa tanto che, a detta degli inquirenti, qualsiasi gruppo criminale romano seppur armato fa marcia indietro appena sente nominare i Casamonica. Le vittime delle loro estorsioni non sono solo gente comune, ma anche i cosiddetti “Vip”. Come Marco Baldini, storica spalla radiofonica di Fiorello, che fu a lungo vittima degli usurai di Casamonica, che arrivarono ad estorcergli 600 mila euro come restituzione per un prestito di 10’000, conducendolo alla disperazione e ad uscire dal mondo dello spettacolo.

La politica, intanto, si dice indignata. Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha twittato “fuori la mafia da Roma”. Il ministro dell’interno Matteo Salvini, invece, ha scritto: “la mafia mi fa schifo, vinciamo noi”. Si tratta di parole decise, forti, ma che finora restano semplici slogan. Fino adesso la politica si è concentrata sugli invasori, sui migranti che vengono dal mare e minacciano di mandare in rovina l’Italia. Peccato invece che non ci si renda conto che la minaccia più grave ce l’abbiamo proprio in casa: è la mafia. E’ un cancro che divora dall’interno, che distrugge l’economia del Paese, ne blocca la crescita, taglia posti di lavoro, causa morte. Un nemico interno che uccide l’Italia. E quindi, piuttosto che guardare con terrore dei disperati che fuggono su barconi in cerca di una vita migliore, dovremmo concentrarci sulla vera priorità: la lotta alla mafia e la costruzione di un Paese migliore.

Ti potrebbero interessare: