In Ticino centri asilanti a rischio crollo

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Qualcuno alla fine se n’è accorto. È stato il PS che sulla faccenda ha presentato un’interrogazione in Gran Consiglio. Gli stabili di Paradiso e di Cadro adibiti a centri della Croce Rossa per ospitare gli asilanti sono catapecchie che stanno per cadere a pezzi. Anzi, come sottolinea lo stesso sindaco di Paradiso Ettore Vismara, non appena si saranno liberati, quegli edifici verranno addirittura demoliti.

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Qualcuno alla fine se n’è accorto. È stato il PS che sulla faccenda ha presentato un’interrogazione in Gran Consiglio. Gli stabili di Paradiso e di Cadro adibiti a centri della Croce Rossa per ospitare gli asilanti sono catapecchie che stanno per cadere a pezzi. Anzi, come sottolinea lo stesso sindaco di Paradiso Ettore Vismara, non appena si saranno liberati, quegli edifici verranno addirittura demoliti.

“Stiamo semplicemente facendo un favore al Cantone – dice senza troppo giri di parole Ettore Vismara in un’intervista a LaRegione – dovevano essere una soluzione transitoria, in attesa della costruzione del nuovo centro. La nostra intenzione è quella di abbatterli, dunque ci limitiamo ad attestare sufficienti condizioni di abitabilità e non ci mettiamo certo a ristrutturare edifici che saranno demoliti”.

Nel frattempo però, in queste strutture pericolanti e puntellate con alcuni tronchi d’albero, che ne sostengono le terrazze, ci vivono delle persone. Anche dei ragazzi, visto che sono stati adibiti a foyer di accoglienza per minorenni non accompagnati. Intendiamoci, uno mica pretende l’albergo stellato, però non si può nemmeno risparmiare sulla pelle delle persone, aspettando che succeda che cosa? Che crolli un terrazzino in testa a qualcuno?

Ora, scommetto che fra di voi c’è anche chi starà pensando che questa è la solita trita e ritrita difesa d’ufficio pro asilanti. Ma, se può consolarvi, questa cosa degli stabili vecchi e fatiscenti che il Cantone utilizza fino a quando son tenuti insieme con lo sputo è una prassi piuttosto diffusa e consolidata. Basti pensare al clamoroso cedimento di un pezzo di soffitto avvenuto due anni fa al piano terra del Pretorio di Locarno, lì dove allora c’era la sede dell’Ufficio regionale degli stranieri.

E poi, non so voi, ma io i primi due anni delle scuole medie, li ho fatti in un bel prefabbricato di quelli tirati su negli anni Settanta con le lastre di Eternit fatte in cemento-amianto che non è esattamente un toccasana per la salute. Una baracca che quando nevicava stavi a casa almeno un paio di giorni sicuro visto che la troppa neve sul tetto era un pericolo. Ma anche con la pioggia non è che le cose andassero meglio, dato che i corridoi si riempivano di secchi.

Ora, va bene che uno da ragazzino tende a ingigantire le cose, un po’ come quando torni all’asilo o nella tua scuola elementare e t’accorgi che è tutto in miniatura lì, mentre tu te lo ricordavi uno spazio ben più grande, ma la realtà del nostro Cantone sembra davvero quella di una Cenerentola che si vende per la principessa che non è. Che di fianco alle scuole e agli uffici griffati dai grandi archistar locali e non, ha tutta una serie di edifici sui quali sarebbe il caso di stendere un velo pietoso o quantomeno evitare di farci lavorare, studiare o vivere chicchessia.

 

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