La battaglia contro il cancro la fai col voto

Alla base, se vogliamo cambiare c’è la nostra voce. La nostra rabbia. La nostra voglia di mettere l’uomo prima del denaro, anche perché quell’uomo siamo noi, mica un pinco pallo qualsiasi. Non è impossibile, ma siamo abbrutiti da talmente tanti anni di capitalismo selvaggio, che siamo disposti a morire per salvare l’”economia”, anche se spesso questa economia è sfruttamento, profitto, licenziamenti e bonus milionari.

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Certe battaglie sono difficili. Anzi, lo sono la maggior parte. Lo sa chi protesta, lo sanno i sindacati. A volte a sforzi continui non corrisponde il successo, la salvezza.

A volte, invece, l’ostinazione, la capacità di mobilitare media e opinione pubblica fa la differenza, e salva situazioni che sembrano disperate.

Oggi veniamo a sapere che la cassa malati che aveva a carico il dodicenne malato di tumore (leggi qui), che aveva bisogno di farmaci anti recidiva, pagherà. Pagherà quei 3’000 franchi, che non sono poi tanti alla fine, o perlomeno non lo sono se stai bene. Ma se hai l’acqua alla gola e sei in una situazione tragica, non fanno che gonfiare a dismisura ansie e paure.

La cassa malati, sotto la pressione dell’opinione pubblica, della politica e della stampa ha fatto retromarcia, ritenendo probabilmente tremila franchi un esiguo prezzo per togliersi di dosso i riflettori.

Il punto però non sono i 3000 franchi, ma un sistema che piano piano sta andando verso una direzione che non ci piace: una medicina a due velocità, una medicina dove i vari distinguo e i cavilli, possono finire per ucciderci

Alla base, se vogliamo cambiare c’è la nostra voce. La nostra rabbia. La nostra voglia di mettere l’uomo prima del denaro, anche perché quell’uomo siamo noi, mica un pinco pallo qualsiasi. Non è impossibile, ma siamo abbrutiti da talmente tanti anni di capitalismo selvaggio, che siamo disposti a morire per salvare l’”economia”, anche se spesso questa economia è sfruttamento, profitto, licenziamenti e bonus milionari.

Siamo rimbambiti al punto da trovare normale che dei parlamentari siano foraggiati dalle stesse casse malati. Su Lobbywatch (leggi qui) trovate tutti coloro che prendono allegramente soldi da quelli che ieri non volevano dare tremila franchi a un bambino per evitargli di riammalarsi di cancro.

Lì trovate i nomi e i numeri: 72 casse malati, che in realtà si fanno una concorrenza fittizia. 72 che potrebbero confluire in un’unica cassa malati pubblica, la “nostra” cassa malati.

34 deputati che hanno a che fare con queste associazioni, e sono in pratica tutti borghesi, (quasi la metà UDC e PDB, braccio collaterale sempre dell’UDC), altro che partito delle tasse.

Il vero potere è nel voto. Tra meno di un anno voteremo. Vogliamo continuare a prendercela in quel posto? Bene, padronissimi, ma poi è inutile urlare tutti per le cose che non funzionano, quando quelli che abbiamo votato noi sono proprio quelli che sorreggono questo sistema perverso.

E non sono “tutti” i politici. Hanno dei nomi, hanno un’ideologia, che è quella di sostenere i ricchi e le mega-aziende, quelle che poi vi usano come zerbini per pulirsi le scarpe. Oggi sono solo tremila franchi, domani potranno essere molti di più. Domani magari sarà la vostra o la mia pelle a essere in dubbio e qualcuno sorridendo vi dirà: mi avete votato voi…

 

 

 

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