La Pavone e i Pearl jam: non c’è storia

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Oggi la Pavone, dopo aver “ottimalizzato” in Svizzera i suoi guadagni facendo marameo al fisco italiano, sembra essersi incattivita. O forse semplicemente non deve più trattenersi, visto l’età avanzata (les jeux sont faits).

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Mentirei se dicessi che la cantante ultrasettantenne idolo delle nostre mamme mi piace. Di Rita Pavone ho solo un ricordo divertente, quando da ragazzino, seguii sulla Rai la serie “Le avventure di Giamburrasca”, dove la minuscola Pavone interpretava la parte del monello ideato da Bertelli ne “Il diario di Giamburrasca”.

La sua canzone “Viva la pappa col pomodoro” rimane un petalo della corolla della mia infanzia.

Poi tutto finisce lì. A me la Pavone non è mai piaciuta, solo per farvi capire che non è una cosa che ho scoperto oggi. Certo, ultimamente lei ci ha messo del suo, in passato condividendo sui social bufale sui migranti e ultimamente criticando i Pearl Jam, che in un loro concerto avevano espresso solidarietà coi migranti. La Pavone con le sue critiche ha raccolto il plauso, e ci mancherebbe, di Salvini e della fascista mignon Meloni.

Cioè, io la butto là, non che la Pavone non sia nessuno, ma per capirci, i Pearl Jam sono nominati nella Rock and Roll Hall of Fame, per avere influenzato la scena musicale mondiale con calibri come Chuck Berry, Fats Domino, James Brown, Elvis e Jerry Lee Lewis, mica bruscolini.

Dubito che “La partita di pallone” abbia lasciato un segno nel mondo degno di menzione.

Oggi la Pavone, dopo aver “ottimalizzato” in Svizzera i suoi guadagni facendo marameo al fisco italiano, sembra essersi incattivita. O forse semplicemente non deve più trattenersi, visto l’età avanzata (les jeux sont faits). Mi ricordo di un amico che mi diceva che i suoi genitori, più invecchiavano più diventavano insopportabili, razzisti e leghisti, forse è una malattia legata alla senescenza come il parkinson o l’alzheimer.

Io però sono sereno, dalla mia c’ho Jovanotti, che è molto più figo della Pavone, c’ho Gianni Morandi, suo (purtroppo) moroso di gioventù, che ha preso però tutt’altra strada senza mai nascondersi. C’ho la Mannoia, Caparezza, Noemi, i 99 Posse e tanti altri artisti che pensano che condividere la musica sia una cosa bella che attraversa le frontiere, che unisce e affratella le genti. Dalla mia c’ho i Pearl Jam, Roger Daltrey degli Who, il compianto Kurt Cobain, gli U2, Neil Young, i Metallica, Rebecca Ferguson, Alicia Keys, Beyoncé, Rihanna, dico, gente che ha fatto la storia della fottuta musica dell’ultimo mezzo secolo. Gente che combatte contro il razzismo e la povertà nel mondo e lo fa in modo tangibile. Molti di loro lo fanno attraverso Global Citizen, un social network che si è posto come obiettivo, di raggiungere entro il 2030 i 17 punti di sviluppo sostenibile dell’ONU, azzerando il numero di persone che vivono con meno di due dollari al giorno (oggi 700 milioni). Dunque i Pearl Jam, con quel concerto hanno fatto quello che fanno da anni, sensibilizzare le persone su temi sensibili che riguardano il mondo intero, e non il giardinetto di Rita.

A combattere contro di loro, la Pavone…ah sì, e anche quello sfigato disadattato di Povia.

La storia ci dirà se insieme a “La partita di pallone”, altre perle come “Geghegé”, “Pel di carota”, “Mamma dammi la panna” o “Sul cucuzzolo” diventeranno pietre miliari della musica.

Signora Pavone, chiudiamo con la citazione di un brano dei Pearl (tradotto), “infallible”, te la dedichiamo.

“Continua a chiudere a chiave le tue porte

continua a costruire i tuoi piani

continua proprio come prima

non fare caso ai disastri

stavolta non è toccato a te

nessuna impronta sulla scena del crimine

la nostra nave è arrivata

e sta affondando…”

non sembra scritta apposta per te, Ritina?

 

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