Le differenze tra il sergente e la Bosia Mirra

C’è chi fa, al solito il paragone con Lisa Bosia Mirra, ma chi non capisce la differenza tra un reato commesso per aiutare le persone, e uno che incita all’odio e al razzismo, non ha proprio capito la differenza tra il bene e il male, tra l’etica, a prescindere dalle idee politiche, e una visione del mondo prepotente, prevaricatrice e violenta.

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A riprova che quelle sulle derive fasciste e naziste del sergente di polizia recentemente promosso non sono solo nostre ossessioni, c’è un articolo del Blick, che, addirittura oltralpe, si è occupato della vicenda.

Crediamo che al pubblico, più che gli accenni nostalgici a Hitler e Mussolini del soggetto, possa interessare l’opinione espressa da questo poliziotto su temi vari, da Putin, alla definizione della consigliera federale Sommaruga (“Ministra Infame”), al “siamo in guerra”, “riprendere le armi”, “espulsioni di massa”, eccetera. (leggi qui)

Secondo noi fanno ancora più impressione se pensiamo che questo energumeno ha a che fare giornalmente con persone straniere, compresi i delinquenti, di cui ha questa opinione e per i quali non ritiene vi siano diritti da rispettare (“ognuno a casa propria”). Idem per gli odiati “sinistroidi”.

Perciò poniamo una domanda al Consiglio di Stato: voi ritenete che noi cittadini ticinesi, e così tutte le persone che avranno a che fare con la nostra polizia, saremo garantiti nei nostri diritti se ad occuparsi di noi sarà un poliziotto (ora graduato) che ha questa opinione sugli stranieri, i sinistroidi, la consigliera federale infame, la multiculturalità, le etnie, le religioni, le dittature, l’uso delle armi, la guerra?
Voi pensate veramente che noi cittadini possiamo riporre la dovuta fiducia nella Polizia sapendo che al suo interno opera e viene promossa di grado una persona che ha queste idee e sente pure il bisogno di divulgarle sui social?

Qui il vero problema non è la condanna penale per un singolo episodio, ma sono le convinzioni personali, perché quelle di certo non cambiano (anche una volta decorso il periodo della condizionale). Su questo va esteso il dibattito, ritenere che si sia trattato “solo” di una condanna per una singola infelice uscita su fascismo e nazismo e che la questione sia da ritenere chiusa con la sanzione penale è totalmente fuorviante.

C’è chi fa, al solito il paragone con Lisa Bosia Mirra, ma chi non capisce la differenza tra un reato commesso per aiutare le persone, e uno che incita all’odio e al razzismo, non ha proprio capito la differenza tra il bene e il male, tra l’etica, a prescindere dalle idee politiche, e una visione del mondo prepotente, prevaricatrice e violenta.

Noi vogliamo bravi poliziotti, gente che sa fare il suo lavoro e che lo fa senza pregiudizi. Chiediamo troppo? Forse si, vedendo quello che succede oggi nel mondo, ma continueremo a chiederlo a gran voce.

 

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