Il battesimo del Mattino

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Lettera aperta al Mattino della Domenica da un novizio delle affettuose attenzioni del domenicale

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Quando iniziavo a provare già un po’ di invidia per il collega Mordasini, il Mattino della Domenica per una volta decide di riservarmi le sue attenzioni, probabilmente, presumo, per mancanza di argomenti più interessanti della mia umile persona per riempire quel piccolo box a pag. 4.

Tralasciamo il vostro ormai inconfondibile modo di esprimervi: comprendo che smettere di usare le K e le $ potrebbe gettare in confusione i vostri lettori. Sorvoliamo anche sul riferirvi, in modo decisamente prevedibile, alle mie origini siciliane: se non sbaglio, il vostro ex caporedattore (che, a scanso di vostre insinuazioni, conosco personalmente e con cui non ho alcun problema) è genovese. Ma comprendo che possiate essere fan più del pesto che della caponata: è vero, è pesantina, soprattutto la mattina (Aldo,Giovanni e Giacomo insegnano).

È che, vi dico la verità, un po’, quando ho letto (con una certa fatica, per il suddetto “stile” di cui sopra), son rimasto un po’ deluso. Ma come? Anzichè a ciò che scrivo, vi attaccate al mio brevissimo (e gratuito) intervento in diretta a “Caffe Russo” su Rete Uno e mi usate pure per fare propaganda contro la RSI? Non c’è che dire: sedotto e abbandonato.

Che poi, amici del Mattino, quando fate una cosa fatela bene. Perchè chiunque abbia seguito la trasmissione, si sarà sicuramente reso conto che invece, voi probabilmente non l’avete ascoltata per nulla. Già, perchè altrimenti in primo luogo avreste ben sentito che il discorso sui calciatori naturalizzati, che aveva come spunto un mio articolo di alcuni giorni fa (leggi qui) ed era privo di ogni connotazione politica, citava già nel titolo (ed esaltava) anche calciatori che hanno scelto la Nazionale del Paese d’origine (fra cui Lorik Cana e Taulant Xhaka che hanno scelto l’Albania anzichè, guarda caso, proprio la Svizzera che li aveva accolti, due “svizzeri di carta” mancati, come direste voi). Soprattutto, avreste potuto sentire con le vostre orecchie che a essere celebrati sono stati anche due calciatori di chiarissima origine ticinese che han fatto grande un’altra Nazionale, ovvero i Ghiggia e Maspoli che lo stesso vostro ex candidato agli Stati Battista Ghiggia cita nel trafiletto a pagina 5 del vostro prodotto editoriale esaltandone la perfetta integrazione. È la pagina successiva, amici, addirittura accanto nell’edizione stampata: ma siete sicuri di essere stati all’ascolto per intero, venerdi?

Siete anche sbadati, amici del Mattino: parlate del pluricondannato Mordasini, vostro idolo incontrastato a giudicare dalla quantità di articoli a lui dedicati. Ecco, senza voler difendere l’amico Mordasini, che magari ogni tanto se le merita pure (ti voglio bene, Corrado) , eravate in vacanza quella primavera del 2016 in cui il direttore del vostro equivalente online, il Mattinonline, veniva anch’egli condannato per diffamazione alla stregua di Mordasini? Nel caso basta una semplice ricerca su Google. Se la cosa procura un comprensibile disagio, suggerisco al suddetto direttore di esercitare il diritto all’oblio su Google, i moduli sono online.

Ancora una cosa: sarà anche vero che non dispongo di competenze per parlare di calcio, se non da semplice appassionato, dato che le mie ultime esperienze si limitano al calcetto fra amici, allo sport in TV e a qualche gloriosa carriera su Football Manager. Ma, sempre nel caso non abbiate seguito la trasmissione nei giorni scorsi, oltre a figure competenti come Armando Ceroni e Omar Gargantini, a essere intervistato in studio è stato, ad esempio, Marzio Minoli della redazione economica della RSI a proposito della sua passione per il calcio inglese. E ancora Veronica Alippi, responsabile dell’Attualità RSI; Riccardo Franciolli, giornalista di Swissinfo; Cristina Casari, giornalista al Corriere del Ticino; Corrado Kneschaurek, già albergatore di Lugano; Piotr Nikiforoff, direttore d’orchestra e violinista dell’OSI. Poi vari personaggi di origini diverse, residenti in Ticino e  tifosi delle varie nazionali presenti al Mondiale, tra cui anche due preti polacchi (arriveranno le proteste del Mattino verso la RSI che scambia favori con la Curia?).

Perchè per parlare di calcio per 10 minuti, amici del Mattino, non è necessario essere degli esperti, basta un po’ di passione. Più o meno la stessa cosa che, immagino, direste di voi stessi parlando del vostro fare giornalismo: a proposito, quali sono le qualifiche di Zio Bill o del Gatto Arturo o del Merlo dei Castelli che scrivono spesso sul vostro domenicale?  Io ho una laurea in scienze politiche, nel caso chiediate le mie.

Che poi, amici, già che avete messo il mio nome in bella vista, scritto per intero e  ben visibile, potevate almeno firmare l’articolo: adesso come faccio a sapere chi ringraziare per non essere più, come dite voi “Giustamente sconosciuto ai più (ovvero, praticamente a tutti)”? Anche se, in assenza di firma, presumo di dover ringraziare il direttore responsabile Lorenzo Quadri: grazie, Onorevole, è ammirevole che una persona impegnata come lei abbia trovato del tempo da dedicare ad un umile webmaster e blogger dilettante, apprezzo.

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