ll mio amico paranoiko

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A fregarci, il più delle volte, è il verosimile. Ciò che vorremmo fosse vero ma non lo è. Che potrebbe esserlo ma solo nelle nostre fantasie più malate. Con il confine segnato fra complotto e paranoia spesso sottile come un foglio di carta velina.

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Fra le paure instillate sotto pelle manco si trattasse di un veleno, una droga o uno di quei farmaci a rilascio lento, c’è da tempo la paranoia che qualcuno stia tramando bellamente dietro alle nostre spalle. Un tarlo che non ha un unico colore politico, anzi. Ognuno c’ha i suoi. A destra come a sinistra.

Che siano alieni, un nuovo ordine mondiale, scie chimiche, trombe dell’Apocalisse o l’esistenza di un altro mondo uguale al nostro, ma al centro della Terra, poco importa. Quel che conta è quel potente brivido lungo la schiena, scatenato dal “e se fosse vero?”. Già. Perché tutti noi abbiamo un istintivo bisogno di sogni e di storie che ci tengano in vita. Ci alimentiamo di essi. Li teniamo in vita. Talvolta ingrassando i tarli e le paranoie di cui sopra.

Così, se qualcuno a sinistra pensa – probabilmente anche a ragione – che dietro a Bannon, Foa, Tettamanti, Salvini & Company ci sia una sorta di Spectre del populismo suprematista globale, a destra la fantasia si è – guarda caso – scatenata attorno ad alcuni famigerati piani più o meno segreti per annientare la razza. E quella europea in particolare.

Del resto la parola razza è stata proprio nei giorni scorsi stralciata dalla Costituzione francese. Il progetto di revisione dell’Assemblea nazionale ha pure vietato qualsiasi distinzione di sesso nell’articolo 1 che definisce i valori fondamentali della Repubblica. Tutti segni di un becero egualitarismo. Frutto di un complotto che va svelato. Sventato.

Anche quando uno vorrebbe che fosse reale e invece non è. Come nel caso del famigerato piano Kalergi, una bufala col bollino DOP, della quale Quadri ha parlato sul Mattino ovviamente spacciandola per storicamente accertata. “Negli anni Trenta del secolo scorso il piano Kalergi teorizzava l’immigrazione incontrollata dall’Africa e dall’Asia verso l’Europa per sostituirne la popolazione”. Balle.

Oppure ancora, come riporta nella sua bella riflessione sul Corriere del Ticino l’economista Martino Rossi, a proposito di questa specifica faccenda, un Salvini che prima, molto prima di diventare (vice)premier dichiarava: “è in corso un tentativo di genocidio delle popolazioni che abitano l’Italia da qualche secolo e che qualcuno vorrebbe soppiantare con decine di migliaia di persone che arrivano da altre parti del mondo».

A fregarci, il più delle volte, è il verosimile. Ciò che vorremmo fosse vero ma non lo è. Che potrebbe esserlo ma solo nelle nostre fantasie più malate. Con il confine segnato fra complotto e paranoia spesso sottile come un foglio di carta velina. Perché non solo di psicosi vive l’uomo, ma a volte nell’energia del pensiero paludoso, il nostro amico uomo, ci sguazza alla grande.

Ed ecco che c’è davvero poco da stupirsi se fra le ultime panzane alle quali il povero Lorenzino s’è aggrappato con le unghie e con i denti ci sia proprio quella dell’invasione di rettiliani. I Visitors alla conquista della sede di Via Monte Boglia! Perché, dai, les Bleus che hanno vinto i Mondiali in Russia erano di sicuro di un altro pianeta!

 

 

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