Matteo Salvini è Satana?

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La Chiesa cattolica si schiera compatta contro il ministro Matteo Salvini. “Vade retro Salvini” è il titolo della copertina dell’ultimo numero di “Famiglia Cristiana”

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Era una Maria Elisabetta Alberti Casellati Mazzanti Vien Dal Mare visibilmente scocciata quella che si è trovata a vietare l’ostensione in aula da parte di alcuni senatori della copertina dell’ultimo numero di “Famiglia Cristiana”. Una di quelle con uno di quei titoli che non ci girano in giro. “Vade retro Salvini”. Così per metterci una pezza, la presidente del Senato italiano eletta nelle fila di Forza Italia, se n’è uscita con un poco aggraziato: “no, no, io lo trovo incivile! Via subito quelle cose, via! D’accordo?”

Stando al vocabolario, incivile, è casomai una persona o un Paese “refrattario od ostile alle norme di umanità o di educazione tradizionalmente accolte come fondamento o espressione della convivenza.” E allora più che l’aver intonato quel “vade retro” fra i banchi del Senato mostrando la copertina del settimanale cattolico, d’insulso e ributtante c’è lo sfregio ininterrotto fatto da Matteo Salvini alla civiltà cristiana – e non – da quando è al governo del Paese.

Le continue dichiarazioni di guerra ai valori fondanti della religione cattolica con le quali ha onorato il suo ruolo di Ministro degli interni, non lasciano dubbi. Il (vice)premier Matteo, più che un apostolo o un devoto discepolo di Cristo e dei suoi insegnamenti, alla Chiesa cattolica dev’esser sembrato fin da subito il demonio. Suadente, ammiccante, capace di parlare alla pancia e agli egoismi del paese. Pronto a mettere tutti contro tutti.

Non a caso negli ultimi giorni, fra le notizie di cronaca, c’è purtroppo quella del preoccupante aumento del “tiro allo straniero”, manco fosse un piattello o un piccione. Legittimato dal pessimo esempio fin qui dato dall’incarnazione del Belzebù leghista. Ed è proprio sulla scorta di tutto questo che la Chiesa non se n’è stata col crocifisso in mano ma ha pestato giù duro, schierando in questa guerra mediatica – oltre che dei nervi – alcuni pezzi da novanta.

Dopo “Famiglia Cristiana”, padre Antonio Spadaro, direttore di “La Civiltà Cattolica”, ha tacciato Salvini di blasfemia riguardo all’ostentazione impropria del crocifisso come elemento identitario e in riferimento alla proposta di legge leghista sull’esposizione del massimo simbolo cristiano. Ma anche “L’Avvenire”, il quotidiano della Cei, si è espresso ribattendo con un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: “Ma nessun uomo è mai un parassita”. In risposta a quel “sacca parassitaria” usato dal ministro per definire i Rom. E parassiti, per capirci sui modelli a cui s’ispira il “ministro della malavita” così come lo ha definito Saviano prendendo a prestito il titolo di un saggio dello storico antifascista Gaetano Salvemini, era esattamente il termine usato dal Nazismo in riferimento a Ebrei e Rom.

In tutto questo volar di parole a trovare il senso della questione è Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio che con grande lucidità ha sottolineato come “le parole sono importanti, hanno un valore e un peso. Se si tratta di personaggi pubblici, addirittura di figure istituzionali, l’uso delle parole è ancora più delicato perché vengono diffuse, amplificate, giungono alle orecchie di un pubblico vasto. Queste parole possono influenzare le opinioni pubbliche e spesso sono dette proprio a questo scopo.” E allora c’è da chiedersi, qual è davvero lo scopo di Satana Salvini?

 

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