Ricordiamo chi è il sergente con simpatie fasciste

A fare paura è proprio il concetto che un uomo che deve proteggere la nostra sicurezza abbia idee perniciose del genere, idee che inneggiano alla violenza, alla dittatura e al razzismo.

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La recente promozione di un sergente della Cantonale, che aveva postato nel 2016 post fascisti e nazisti (parzialmente sanzionati) ha risollevato il polverone su pubblici ufficiali che infangano la polizia con atteggiamenti e simpatie che fanno letteralmente venire i brividi.

Scrivevamo nel 2016, quando denunciammo il sergente Edy Imperiali e le sue simpatie nazifasciste:

“Sareste tranquilli? Vi sentireste sicuri a casa vostra? Protetti da uno che inneggia alla pistola e al manganello? “Certo, fin che se la prende con gli immigrati”…

…Ma la storia ci insegna che questi facinorosi amanti delle svastiche e del fascio littorio di solito non si fermano agli immigrati: gli immigrati sono solo il primo boccone. E se un giorno vostro figlio manifestasse contro il raddoppio del Gottardo e si trovasse di fronte quel sergente? E se vostro figlio non avesse tratti ariani? E se fosse fermato in polizia, trovandosi di fronte questo tutore dell’ordine che lo interroga, pensando che è un pericoloso sinistroide spalancatore di frontiere e buonista? Che tipo di protezione può garantirci quest’uomo? Che modello di ordine ha in mente se i suoi ispiratori sono questi?” (leggi l’articolo completo qui)

Ecco, alcuni internauti, si chiedevano se fosse corretto prendersela ancora col poliziotto, sono passati due anni in fondo, con la teoria che le persone possono cambiare e che comunque l’Imperiali aveva pubblicato i post al di fuori del tempo di lavoro.

Come se le simpatie naziste e fasciste fossero tollerabili in pausa ma non in orari d’ufficio, come se un simpatizzante dell’Isis, ad esempio, avesse il diritto di postare le sue tesi deliranti a patto che non lo faccia occupando preziosi minuti di lavoro.

Che gente con un credo così virulento e deviato possa cambiare è una pia ilusione, e vale per qualsiasi estremismo, nero, rosso o viola.

Il lupo può mettersi la pelle dell’agnello ma lupo rimane. Altri furono i nazifascisti segnalati da GAS (leggi qui), (e qui), (e qui), (e qui), chi parla di casi isolati ha qui le prove che così non è.

L’apologia di fascismo e di nazismo è punita in tutta Europa e segnatamente in Germania, dove la legislazione è ancora più dura. Da noi come sempre la legge è più blanda, il codice penale svizzero punisce con una multa chi:

… utilizza o diffonde pubblicamente simboli razzisti, in particolare simboli del nazionalsocialismo oppure loro varianti, quali bandiere, distintivi, insegne, slogan o forme di saluto, oppure oggetti che raffigurano o comprendono tali simboli o loro varianti, quali scritti, registrazioni sonore e visive o immagini; chiunque fabbrica, tiene in deposito, importa, fa transitare o esporta tali simboli o loro varianti…

A fare paura però, è proprio il concetto che un uomo che deve proteggere la nostra sicurezza abbia idee perniciose del genere, idee che inneggiano alla violenza, alla dittatura e al razzismo. Per mantenere vivo il ricordo e per fare capire che non si parla di piccoli errori, ripubblichiamo qui i post che nel 2016 costarono una sanzione al sergente Imepriali e il suo allantanamento dal servizio attivo.

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