Sanzionato per razzismo? Promosso in polizia

Ricordate il sergente di polizia condannato per aver inneggiato al nazismo su Facebook? Dal 1°Agosto sarà promosso a sergente maggiore. Con buona pace di chi fra i suoi colleghi, invece, le regole le ha sempre rispettate,

Di

Ricorderete tutti la vicenda del sergente di polizia  che due anni fa, a seguito di un nostro articolo (leggi qui) che mostrava i post razzisti e a sfondo nazista sul suo profilo Facebook , fu trasferito a mansioni amministrative e successivamente colpito da un decreto di condanna a 90 aliquote giornaliere sospese condizionalmente per due anni. Bene: non solo è ancora in servizio, ma, come riporta Il Caffè, verrà addirittura promosso a sergente maggiore dal Consiglio di Stato a seguito di un concorso vinto. La motivazione? “A fronte delle sue capacità professionali, dimostrate nell’ultimo periodo della sua attività, e in ragione del fatto che ha scontato le sanzioni comminategli, sia amministrativamente sia penalmente”.

Adesso parliamoci chiaro, della carriera dell’agente in questione, sinceramente,  ci interessa fino a un certo punto: potrà anche essere bravissimo ad arrestare i criminali, multare gli automobilisti indisciplinati, magari anche a salvare i gattini. Auguri a lui, davvero. Quello che risulta incomprensibile è, a questo punto, ciò che sta a monte, il criterio di selezione delle nostre forze dell’ordine. Ci si domanda:  per il Consiglio di Stato, e specificatamente il Dipartimento delle Istituzioni diretto da Norman Gobbi, al di là delle ragioni prettamente tecniche e delle supposte competenze professionali in una scelta tramite concorso, non conta niente il fatto che un agente di polizia  abbia inneggiato al nazismo e sia stata condannato per questo? Non c’erano colleghi che, al di là delle competenze professionali, fossero anche più ligi al dovere di rispetto delle leggi e delle regole che da un membro delle forze dell’ordine ci si aspetta più che dagli altri, soprattutto quando si parla di un reato d’odio? Non ha nessun peso il fatto che il sergente fosse stato trasferito a mansioni amministrative? Era solo un castigo temporaneo, dietro la lavagna per un po’ e poi tutto a posto, anzi, viene anche premiato?

E soprattutto, infine: che Cantone è quello in cui, per esempio, dei docenti che esprimono una loro opinione viene chiesto addirittura il licenziamento, anche da parte dell’eminente consigliere nazionale di turno, e invece chi è stato anche condannato per aver detto che Hitler e Mussolini sono “la soluzione per questi maiali”, riferito a stranieri e islamici, ottiene addirittura una promozione? Il Caffè parla di “amaro in bocca” lasciato agli altri colleghi più rispettosi della legge: e ne resta tanto anche a noi, di amaro in bocca, di fronte a questa decisione di per sè legittima da un punto di vista legale, sicuramente discutibile dal punto di vista della sua opportunità a livello, se vogliamo, morale.

Ti potrebbero interessare: