Sfera a BBelli, Unesko Ebbasta!

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Sfera Ebbasta, il fenomeno musicale del momento sarà presto in concerto a Bellinzona. Idolo di una generazione di giovani anaffettivi cresciuti a dosi da cavallo di Facebook, Instagram e smartphone per la quale il vero obiettivo non sembra essere quello di voler lottare per una società più giusta e un’equa ridistribuzione della ricchezza, quanto piuttosto gongolandosi in sogni sconci di soldi facili e bella vita a gogò.

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Arriva da Cinisello Balsamo, un anonimo sobborgo della periferia di Milano, la star dell’estate bellinzonese che calcherà alla fine di luglio il palco in Piazza del Sole. Lui, in realtà, si chiamerebbe Gionata Boschetti, ma ormai è diventato universalmente noto come Sfera Ebbasta. Un venticinquenne tutto tatuaggi, catenazze, denti ricoperti d’oro, capelli tinti di rosso e un pellicciotto rosa shocking, autoproclamatosi il re della trap, il genere musicale che va per la maggiore soprattutto fra i più giovani.

Tamarro, sfacciato e strafottente, in poco tempo è diventato l’idolo di intere schiere di adolescenti. A confermarlo i quasi due milioni di follower solo su Instagram. Sfera è inoltre il primo artista italiano ad aver stracciato con il suo ultimo album intitolato profeticamente “Rockstar” tutti i record di streaming gratuito su Spotify, la celeberrima piattaforma digitale dove la musica è impalpabile. Liquida.

Archiviato il rap, è la trap, il fenomeno musicale del momento. Frutto di una sorta di evoluzione-involuzione trans-generazionale. Specchio della fuga dalla realtà e del delirio presente, la trap è in buona sostanza ostentazione della ricchezza e del consumismo, della cultura della droga e del narcisismo. Il tutto insaporito da una bella spennellata di misoginia. A testimoniarlo la pletora di video che, su Youtube, raccontano la follia dei tempi in cui viviamo.

La stessa di coloro che ai piedi dei manieri col bollino rosso Unesco, sperano di fare strike con una Sfera Ebbasta qualunque. Convinti probabilmente di poter risollevare così le sorti di una capitale che, rispetto ai grandi eventi musicali dell’estate, è finita già da qualche anno a fare da companatico nel sandwich di due realtà consolidate e pesanti come quella del Longlake Festival e dei suoi derivati (Estival Jazz, Buskers, Roam, ecc.) a Lugano e di Moon&Stars a Locarno.

E, per non farsi mancare nulla, a tirare la volata al giovane trapperino, nei giorni che precederanno il suo show epocale, Castelgrande ospiterà tre concerti da strapparsi i capelli. Con quel Vecchioni di nome e di fatto. Il buon Goran Bregovic che continua a raccogliere punti per la sua tessera Ticino fedeltà e infine i Gotthard in versione acustica, paradossalmente la proposta più interessante. Almeno sulla carta. Anche se si tratta comunque di poca roba, pensando a una grande Bellinzona con ambizioni da Top Events sul medio termine.

Perciò ci permettiamo di dubitare che, per salvare capra e cavoli, la genialata sia davvero quella di avere Sfera Ebbasta, degno rappresentante del disagio di un’intera generazione di giovani anaffettivi cresciuti a dosi da cavallo di Facebook, Instagram e smartphone per la quale il vero obiettivo non sembra essere quello di voler lottare per una società più giusta e un’equa ridistribuzione della ricchezza, quanto piuttosto gongolandosi in sogni sconci di soldi facili e bella vita a gogò.

Sfera, la versione bamboccione 2.0, uno che come lui stesso dichiara, quando esagera con donne, festini, droghe varie e soldi è la mamma a riprenderlo per le orecchie. A rimproverarlo a dovere. “Si arrabbia e mi rimprovera. Nella vita tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenga d’occhio e ci riporti con i piedi per terra”. Perle di filosofia spicciola di un maître à penser, di un guru figlio del vuoto pneumatico imperante.

Un ragazzino fiero dei suoi Rolex e dell’outfit Gucci, esponente di un pensiero deviato e deviante, espressione arrogante di un desiderio egoistico e diseducativo. Il frutto avvelenato di una società che vede l’1% più ricco della popolazione mondiale detenere più ricchezza del restante 99%. Così c’è davvero poco da stupirsi se, in molti, non hanno gradito affatto la sua presenza al concertone romano del Primo Maggio di quest’anno. Ma poco importa perché, per chi se lo fosse perso, l’occasione da non perdere è quella offerta dalla Turrita prossimamente. Bellinzona caput mundi.

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