Smascherata la blogger dei post falsi

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Francesca Totolo è la blogger che ha dato il via una delle recenti bufale più tristi, quella secondo cui una profuga camerunense, che è rimasta due giorni a macerare in mare con accanto dei cadaveri, aveva lo smalto alle unghie, chiaro segno, per certe menti bacate, di un falso

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Francesca Totolo è una blogger. Francesca è quella che ha fatto partire una delle bufale più schifose degli ultimi tempi. Quella di Josepha, la donna camerunense salvata recentemente dopo due giorni in mare, che avrebbe avuto lo smalto alle unghie. Nella sua mente lucida da mercenaria, una che ha lo smalto non è in fin di vita, c’è il trucco, c’è la menzogna delle ONG, i vestiti erano asciutti, i cadaveri bambole…questo ci hanno regalato i tristi personaggi che sul web condividono queste porcherie. (leggi qui)

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Abbiamo visto tutti gli occhi sbarrati di quella donna africana, e il cadaverino di una madre e del bimbo accanto. Abbiamo visto tutti l’angoscia e il terrore. Che poi, non c’è nemmeno bisogno di fingerli, i salvataggi, non c’è nemmeno bisogno di inventarseli i morti. Nel Mediterraneo c’è l’imbarazzo della scelta, e chi non è idiota lo sa. Lo smalto, lo veniamo a sapere dalle stesse ONG che l’hanno salvata, glielo ha messo una volontaria, per creare un contatto, rasserenarla e farla parlare, questo semplice gesto, diventa miccia per la Totolo e il suo seguito di sciacalli digitali

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Gente come la Totolo, non la vogliamo nemmeno qualificare con una parola, perché parole il vocabolario non ce ne dà per tali abissi di ignominia. La bionda blogger col suo amato chihuahua, che non solo ci marcia sopra, ma lo fa scientemente. Lo fa per guadagnare seguito e per portare avanti i discorsi di entità maligne come Casapound o altri estremisti di destra sovranisti. Lo fa per vivere: prende soldi per scrivere schifezze e aizzare i violenti e gli imbecilli.

Ricordatevelo bene il nome, la lettera scarlatta marchiata sul suo viso inespressivo. Francesca Totolo, la blogger della vergogna, scovata da La Stampa come primo anello della catena di squallidi internauti che si beano di queste cose. Terminale da 5 milioni di visualizzazioni l’anno, la Totolo, è proprio pagata da Casapound, che fa delle menzogne sui migranti la propria campagna.

Dietro a loro, immancabilmente i russi, che sguazzano in questa melma pure loro per interesse. Destabilizzare i Paesi europei li rende più deboli e interlocutori più arrendevoli. Una strategia neanche più tanto segreta, che ci fa rimpiangere la guerra fredda, almeno lì non c’erano legioni di webeti senza discernimento disposti ad appoggiare l’una o l’altra causa.

La Totolo non si vergogna, intervistata, ammette tutto, solo che per prudité non fa i nomi dei suoi contatti, vuoi mica che se li bruci, povera ciccina.

Una cosa triste? Non cambierà nulla. Perché chi la segue lo sa benissimo che mente, ma vuole crederle. La buona? Noi conosciamo il suo nome, noi non la lasciamo andare, noi continueremo con tanti altri, come il giornalista de La Stampa, a smascherare. Continueremo a sollevare queste croste, e a fare sanguinare le ferite.

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Perché c’è un’infamia che chiede vendetta, perché qui non è in gioco la migrazione, ma il concetto di umanità, concetto che abbiamo perduto sul bordo polveroso di una strada che porta alla nostra anima, ha ragione Saviano:

“Perché vi nascondete? Scrittori e medici, attori e youtuber: tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione. Non abbiamo scelta. Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo in questo Paese mi sta bene”

E ricordiamo anche una frase di Gramsci, una delle più amate da chi partecipa, da chi si sacrifica e non molla, in una delle sue lettere più famose:

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”

E voi? Siete persone o indifferenti? Siete capitani della vostra anima?

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