Sto diventando razzista

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Ebbene si, sto diventando razzista. Vi risparmio l’incipit “non sono razzista ma” perché ho scoperto di esserlo stamattina e non me ne pento. In un supermercato del mio paese, orami da taaanto tempo, stazionano ragazzi di colore ma finora non avevo mai sentito qualcuno lamentarsene. Stanno li, ti dicono buongiorno se è giorno, buona sera se è sera, buon Natale se è Natale. Talvolta aiutano qualcuno per mettere la spesa in auto, per lo più anziani. Oggi alle casse vedo un signore che discute animatamente ma non capisco bene con chi ce l’ha, la cassiera mi sembra imbarazzata, si stringe nelle spalle ma per un secondo vedo un luccichio di vaffanculo nello sguardo. Forse mi sono sbagliato. Capisco un “danno fastidio” e “non se ne può più”. Quando arriva il mio turno capisco che il signore si lamentava del ragazzo di colore all’ingresso perché a suo dire lo avrebbe importunato. Pago ed esco. Guardo il ragazzo all’ingresso. Fa un caldo assurdo e lui se ne sta accovacciato col capo chino mentre cerca di farsi vento con un cappellino. In genere qualche spicciolo lo allungo pure (come tantissimi miei concittadini) ma non non ne ho, così mi viene naturale aprire il pacco di coni gelati e passargliene uno. Il ragazzo che ha un volto da cinema ve lo assicuro mi ringrazia con un’espressione che gratificherebbe il peggiore degli uomini. “Rinfrescati un pò” lui ringrazia farfugliando qualcosa.
Sto per entrare in auto quando il signore che prima era alle casse mi aggredisce verbalmente con uno spiccato accento settentrionale “ma pure voi ve la cercate. Questi devono andar via da qua..voi qui non avete capito nulla. Altrimenti è inutile che Salvini vuol liberarvi.” Con molta calma (e non so da dove mi sia venuta a dire il vero) rispondo “chi non ha capito nulla qui è lei. Questo è il Salento. Questa è la mia gente. Se Salvini vuol liberarci non deve far altro che richiamarvi a Pontida.”
“E ma ti metti a regalar gelati Diocan…” se ne va ululando imprecazioni al sole.
Il ragazzo si affaccia e mi saluta.
Da oggi sono razzista. Questo schifo non appartiene alla mia terra e spero che il clima di odio che sta montando non ci colonizzi. Posso anche capire che il tutto sia gestito male a livello europeo, italiano, mondiale, posso capire lo spread, lo spik e lo spak, ma se quando vedi un uomo a terra non ti viene l’istinto di aiutarlo, l’estraneo sei tu e non in Puglia, in Italia o in Europa: sei un estraneo sulla faccia della Terra.

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