Strategia USA: Spese militari al raddoppio

Gli interventi “umanitari” intrapresi finora dalla NATO hanno semplicemente causato spargimenti di sangue più ampi e si sono tramutati in un’interminabile occupazione militare di territori ricchi di materie prime.Se c’è qualcosa che va raggiunto almeno fino alla soglia minima, e poi raddoppiato, è il buonsenso. Ma temo che quello sia l’unica cosa che tu non possa comprare, Donald.

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“Siamo molto felici” – ha esclamato Trump alla fine del summit della NATO a Bruxelles – “abbiamo fatto enormi progressi oggi”.

Giorni fa i leader della storica alleanza militare si sono riuniti per discutere su un progressivo riarmo generale. L’atmosfera è stata una delle più tese degli ultimi anni. Colpa del botta e risposta tra UE e USA in campo commerciale, a seguito dell’introduzione dei dazi su carbone e acciaio da parte americana, della costante critica del presidente degli Stati Uniti ai Paesi NATO che non investivano il previsto 2% del PIL in spese militari (la grande maggioranza) e della dichiarazione provocatoria sempre di quest’ultimo nei confronti della Germania, considerata “prigioniera” della Russia, in campo energetico. Tuttavia, dopo gli iniziali attriti, non solo i membri dell’alleanza hanno concordato e promesso di raggiungere il 2% di investimenti militari entro il 2024, ma di discutere, una volta conseguito l’obiettivo, il successivo raddoppio del budget per la difesa al 4%.

La domanda che dovrebbe sorgere spontanea dopo una decisione simile presa da una delle alleanze militari più potenti del pianeta dovrebbe essere almeno un misero “perché?”. Da chi dobbiamo difenderci tanto urgentemente? È qui che la NATO si è scoperta divisa, come scritto dal Corriere: la Polonia si preoccupa del vicino russo, mentre la Turchia trema (a parole) per il terrorismo internazionale di matrice medio-orientale. L’Italia sembra in ansia per le tensioni in Nord Africa e Medio Oriente (la Libia è ancora in piena guerra civile).

Preoccupazioni pretestuose: la Russia, caso ucraino a parte, non rischierebbe un ulteriore espansione nei territori dell’ex Unione Sovietica, considerando che la maggior parte degli Stati dell’Europa orientale è ormai entrata a far parte della NATO. Bielorussia e Siria con la Russia non sono esattamente un insieme di armate invincibili, come invece la retorica russofoba atlantista sembra far intendere. La dichiarazione turca invece mi è sembrata di una nera ironia. Ricordo i convogli “umanitari” che fotografati dai satelliti erano apparsi per ciò che erano: convogli di armamenti per le fazioni antigovernative. Anche le preoccupazioni italiane sono ipocrite, visto che assieme alla Francia il BelPaese ha il primato per esportazioni di armi nei territori medio-orientali in guerra, tra cui la Siria.

Il discorso del riarmo NATO a mio parere è assurdo, soprattutto se si pensa che nella maggior parte dei conflitti scaturiti negli ultimi anni sono invischiati proprio i Paesi occidentali: Il conflitto ucraino è iniziato quando Kiev (che riceve annualmente miliardi di aiuti economici da Washington) ha annunciato che la flotta russa stanziata a Sebastopoli si sarebbe dovuta allegramente trovare un altro approdo nel Mar Nero.

La crisi in Siria è degenerata quando USA e alleati hanno deciso di armare l’ Esercito Democratico Siriano, che dopo pochi anni è collassato e ha visto i suoi membri finire tra forze del conflitto, tra cui l’ISIS e Al Nusra, mentre la guerra civile libica, che sta ancora dilaniando il paese, è esplosa soprattutto grazia all’azione francese e all’inazione italiana. Per non parlare degli americani che negli ultimi 30 anni hanno esportato il loro concetto di democrazia in tutto il mondo a suon di bombe a grappolo e proiettili ad uranio impoverito (in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria). Un costo in vite umane, contando solo gl’interventi del 2001 e del 2003, di mezzo milione di persone.

Gli interventi “umanitari” intrapresi finora dalla NATO hanno semplicemente causato spargimenti di sangue più ampi e si sono tramutati in un’interminabile occupazione militare di territori ricchi di materie prime. In conclusione, a mio modo di vedere, se c’è qualcosa che va raggiunto almeno fino alla soglia minima, e poi raddoppiato, è il buonsenso. Ma temo che quello sia l’unica cosa che tu non possa comprare, Donald.

https://www.bbc.com/news/world-europe-44808077

https://www.defensenews.com/smr/nato-priorities/2018/07/12/trump-departs-nato-summit-we-are-very-happy/

https://www.corriere.it/esteri/18_luglio_11/nato-trump-chiede-alleati-raddoppiare-spesa-militare-6842acf8-852c-11e8-8ac0-fa79af7dc138.shtml

 

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