1 di Agosto: gli auguri dei lettori del GAS alla Svizzera e ai suoi valori

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Gli auguri del GAS e dei suoi lettori a una Svizzera che sia sempre aperta e solidale

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Oggi, 1 di Agosto, festeggiamo la nascita della Confederazione Svizzera. Una festa che, se da un lato unisce tutti nel sincero affetto per la Patria, dall’altro a volte può diventare pretesto per rivendicazioni più o meno nazionalistiche e sovraniste, nonchè per attacchi gratuiti, come quello ad Ada Marra dello scorso anno. Noi del GAS abbiamo voluto chiedere ai nostri lettori il senso del loro festeggiare il 1 di Agosto, e il coro che si leva è quello che celebra una Svizzera aperta e accogliente, in onore ai suoi valori fondanti. Li riportiamo tutti, come un canto a più voci. Auguri, Svizzera!

È il mio primo agosto in patria da molti anni, festeggiamo il nostro benessere? No, direi che non è etico. Festeggiamo il nostro saper stare assieme, il nostro pragmatismo, la lentezza tutta svizzera, il fatto che siamo, noi ticinesi, quelli che parlano più lingue… dai cerchiamo il positivo, che fa sempre bene!

Auguro che i valori iscritti nella Costituzione svizzera siano ancora rappresentativi del popolo elvetico; ad esempio, preso dall’introduzione:
« Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri»

Mi sta bene celebrare la Festa Nazionale nella misura in cui patriottismo e amore per il proprio Paese non siano armi contro tutti coloro che non possono vantare la purezza della razza. Per quanto mi riguarda impegno per il proprio Paese non è nazionalismo acritico e sterile fatto di ammenicoli kitch, foto di generali, bandiere sventolanti e inni melensi.

Svizzera, svizzeri e svizzeritudine: chi siamo ? Chi eravamo ? Come e quanto siamo cambiati ? Come saremo tra cent’anni ? Quali dovrebbero essere oggi i valori svizzeri ? Plurilinguismo, neutralità, condivisione, multiculturalità e apertura su altri mondi, altri Paesi e altre culture per capire quanto siamo fortunati a vivere in questa nazione.

Sono italiano, originario di Campione d’Italia. Nato da genitori italiani. Però sono cresciuto in Ticino, dove ho studiato, lavorato e vivo. Dove ho comprato casa e dove ho buona parte dei miei affetti. Sapete cosa faccio il 1 agosto? Vado a fare il brunch in fattoria, quest’anno in Valle di Blenio. Festeggio. Festeggio un Paese magnifico che mi piace tantissimo e dove ho sempre desiderato vivere fin da bambino campionese. Festeggio un insieme di valori in cui credo e uno stile di vita che amo. Rispetto il 25 aprile o il 2 giugno quali feste importanti per il Paese che ha dato i natali ai miei genitori, ma non li festeggio. Perché? Perché il mio Paese è quello in cui vivo, che mi ha accolto e che io ho accolto nella sua totalità di bellezza e contraddizioni

Festeggio il primo d’agosto in segno di riconoscenza alla mia Patria, al luogo dove sono nata, dove ho le mie radici, dove mi sento a casa. Mi riconosco nelle fondamenta di questo luogo, nella sua Costituzione. Ma è anche un momento di riflessione profonda per chi ha dovuto strappare le proprie radici e vaga per il mondo alla ricerca di nuova terra che gli permetta un futuro che si possa chiamare VITA. Si ha un bel dire “mi sento cittadina del mondo” ma quando vedo sventolare la bandiera rossocrociata, sempre, mi emoziono. Viva la Svizzera che amo, quella aperta, accogliente e solidale

Io sono orgogliosa di esser svizzera, di vivere in un Paese così bello, montagne, laghi, fiumi, paesi. Proprio perchè ne sono fiera, accolgo chi viene da noi. Gli mosto le cose belle. Non non ho paura dell’altro, le mie tradizioni, storia, fede, hanno radici profonde e serie, non vacillano incontrando l’altro o altra, anzi da questi incontri, ci si arrichisce soltanto. W la Svizzera, la mia Svizzera con mucche prati e un cuore grande! 

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