Affondate la Diciotti!

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Caro Fabrizietto, più che la Diciotti, affondiamo casomai l’ignoranza e la stupidità di chi stando male, covando odio e rancore ha bisogno di un bersaglio contro il quale sfogare la propria frustrazione, convinto che sia quello l’unico modo di fare giustizia.

Di

Fabrizio Bracconeri che iniziò la sua carriera come spalla comica, fra gli altri con un simpatico cameo nel film “Acqua e sapone” di Carlo Verdone, poi diventando famoso sul piccolo schermo alla fine degli anni Ottanta come il Bruno Sacchi dei Ragazzi della Terza C, la sua simpatia l’ha ormai svenduta profilandosi in Italia come uno dei peggiori adepti dell’ideologia di estrema destra che, forte della sua notorietà, twitta senza vergogna la tristezza e l’odio che lui stesso è diventato invecchiando.

È questa la sintesi del senso di certi cinguettii come quello più recente che tanta indignazione e fastidio ha suscitato. “Mi sono rotto i coglioni: IO e altre migliaia di FAMIGLIE CON PORTATORI DI HANDICAP lottiamo per avere un pannolone in più per i nostri figli (17 anni), lottiamo per le medici(ne) per i pulmini per assistenti di sostegno e 100 altri diritti CHE NON ABBIAMO quindi? AFFONDATE LA DICIOTTI.” Un commento da codice penale che ci restituisce la fine logica di questo (l’ennesimo) padre di famiglia.

Io, genitore di un ragazzo handicappato faccio fatica a vedere riconosciuti i suoi e i miei diritti. Però invece di battermi per tutti coloro che sono sulla mia stessa barca, sapete che vi dico? Togliamo quello di vivere agli altri. Soprattutto a quelli che mi stanno sulle palle. Insomma una guerra, la solita, fra poveri che si scannano per un tozzo di pane. Con Bracconeri, schieratosi da tempo con la Meloni e Casa Pound, ex candidato di Fratelli d’Italia che tempo fa aveva addirittura invocato l’attentato di matrice islamica: “Vi sembrerà assurdo e mi piange il cuore dirlo, ma solo un attentato in Italia ci leverà dai coglioni PD E CLANDESTINI… poi la rivolta”.

Per anni l’ex ciccione riccioluto è stato l’uscere del programma tivù “Forum”, il finto tribunale di Canale Cinque al fianco di Rita Dalla Chiesa. Per un po’ s’è guadagnato così la pagnotta. Finché non s’è deciso a scambiare la simpatia con il cervello. Peccato che di quest’ultimo non ve ne sia traccia. Anche pensando alle repliche di chi indignato gli fatto presente l’aberrazione la follia di ciò che ha scritto e dell’augurio di veder affondare la nave Diciotti con il suo carico. “Non ho detto questo, il carico umano va sempre salvato, la Diciotti va affondata impedendo che faccia altri carichi umani DA MANTENERE.” Un vero genio del male. E della comunicazione. Dato che nessuno l’ha intesa così come lui avrebbe voluto.

Non ho detto ammazziamo tutti, ho detto affondiamo la Diciotti (così non ne traghetterà più nessuno)”. Caro Fabrizietto, più che la Diciotti, affondiamo casomai l’ignoranza e la stupidità di chi stando male, covando odio e rancore ha bisogno di un bersaglio contro il quale sfogare la propria frustrazione, convinto che sia quello l’unico modo di fare giustizia. Creandone dell’altra. Restituendo un po’ di quella violenza subita a chi? A chi fugge dalla barbarie. Non per nulla è proprio dietro al muro del vittimismo che si nascondono i peggiori tiranni.

 

 

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