Anna for president

Pioggia di insulti su un’utente che aveva ironicamente twittato un ringraziamento alla RAI per aver portato via Marcello Foa dal Ticino

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Cosa fareste voi se a un tweet in cui ringraziate mamma Rai per avervi tolto un peso dallo stomaco foste improvvisamente accerchiati da un branco di troll idrofobi scatenati da una retweettata del mai ripianto Matteo Renzi? E quello che dev’essersi chiesta la nostra Anna Giudici quando, dopo aver con squisita ironia commentato la notizia di Marcello Foa (speriamo) nuovo presidente della Rai, è stata bistrattata e riempita d’insulti dal solito gruppetto di cerebrolesi da tastiera convinti di poter pontificare su tutto senza sapere un beneamato nulla.

“Un ringraziamento speciale alla Rai che ci libera dalla presenza di #MarcelloFoa: un grazie dalla Svizzera italiana! Ve lo cediamo volentieri e in cambio ci prendiamo gli Angela, padre e figlio, che non troveranno spazio nella TV delle fake news e delle scie chimiche!”, questo scriveva Anna per rallegrarsi del fatto che (forse) ci siam finalmente liberati di una delle figure più imbarazzanti e ingombranti del giornalismo di casa nostra. Ed è la stessa Anna a cristallizzare con grande lucidità il suo pensiero in una delle tante garbate risposte date al flusso di commenti senz’arte né parte, anche ai più improbabili e lunari a cui si è trovata a dover ribattere.

Negli anni in cui è stato ai vertici del Corriere del Ticino ha portato una deriva nell’informazione che ha dell’incredibile: razzismo, omofobia, bufale… non si è fatto mancare niente!”, questo scriveva Anna esprimendo la sua più che condivisibile opinione riguardo all’operato di chi, fregiandosi del titolo di giornalista, ha saputo infiocchettare la fantasia spacciandola per realtà. Tant’è che, di fronte alla realtà dei fatti, chi ha attaccato la nostra Giudici preferita, ovvero i simpatizzati di Lega e Cinque Stelle che nel susseguirsi di tweet qualcuno ha definito, con un colpo di genio, i “pentafasciodementi”, l’ha attaccata su argomenti francamente vigliacchi e fuori tema. Un po’ come all’asilo quando ti sentivi dare del quattr’occhi o della talpa perché c’avevi gli occhiali e stavi antipatico al tuo interlocutore.

Segno di come i social siano spesso un telefono senza fili fra adulti mai diventati tali o una sagra dell’ignoranza con la sola attenuante che, perfino il belare di una capra, su Twitter e simili ha la stessa dignità e il peso di un cinguettio di Donald Trump. E prima di chiudere, cara Anna, ora io non so se tu sia parente stretta di quel re Giorgio che tanto ha regnato in quel di Lugano, ma di sicuro io non sono consanguineo nemmeno alla lontana di quel sedicente “padre Gabriele Amorth” che tanto veleno ti ha vomitato addosso. Perché, sia chiaro, non tutti gli Amorth vengono per nuocere.

 

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