Bellinzona: Salvioni Ebbasta?

Oltre al migliaio (?) di ragazzine e ragazzini adoranti e urlanti che riempivano a malapena metà della piazza ma i cui versi di vero e genuino entusiasmo raggiungevano frequenze vicine agli ultrasuoni,di altro davvero c’era poco o nulla. Molta tristezza e nulla più. Questo nonostante l’intero Ticino sia stato tappezzato di manifesti che annunciavano l’arrivo di Sfera nella Città del Silenzio, nella Bellinzona dei 65 decibel

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Sembra essere passato un secolo e invece era appena una decina di giorni fa. Il fenomeno musicale del momento, Sfera Ebbasta, live in Piazza del Sole a Bellinzona. Con alcuni commenti del dopo concerto addirittura entusiastici. “King Sfera fa il botto sotto i castelli. Il concerto del trapper milanese in Piazza del Sole è stato un successo (alla faccia della canicola) e ha fatto divertire giovani e meno giovani” questo si poteva leggere su Tio.ch in un articolo che si chiudeva riportando il saluto gridato dal re della Trap alla fine della sua esibizione, una sorta commovente auspicio per la città: “Grazie Bélli, qualcosa sta cambiando!”.

Già. Ma cosa? Perché al concerto, io c’ero. E oltre al migliaio (?) di ragazzine e ragazzini adoranti e urlanti che riempivano a malapena metà della piazza ma i cui versi di vero e genuino entusiasmo raggiungevano frequenze vicine agli ultrasuoni, frequenze che la piazza in passato aveva conosciuto solo in occasione di una qualche boy band del passato tipo Backstreet Boys, di altro davvero c’era poco o nulla. Molta tristezza e nulla più.

Soprattutto ripensando alla fine degli anni Novanta quando Bellinzona si profilava dal punto di vista musicale con almeno due importanti rassegne capaci di riempire di pubblico Piazza del Sole. Erano il Kingdom Festival al quale dobbiamo l’indimenticabile spettacolo – per chi c’era – di una leggenda vivente del rock: il compianto David Bowie. E poi il Feedback che, grazie all’intraprendenza e alla passione di un certo Giorgio Fieschi, portò tutti i grandi nomi della musica italiana più o meno leggera degli anni Sessanta e Settanta. Una festa popolare e gratuita capace di aggregare pubblici di ogni età.

E oggi? Di quella pletora di proposte musicali? Attorno al deflagrare di bassi che sono il tratto distintivo della Trap e del giovane sferello trapperino, c’era giusto qualche genitore curioso e l’odore dolce di chi non sta fumando tabacco. Da segnalare anche che, quelle poche decine di curiosi all’esterno, hanno avuto gioco facile nello strappare con discrezione i fogli di carta velina messi a protezione degli sguardi indiscreti di chi stava fuori.

Eppure per settimane l’intero Ticino è stato tappezzato di manifesti che annunciavano l’arrivo di Sfera nella Città del Silenzio, nella Bellinzona dei 65 decibel. Già. Del silenzio, ma fino ad un certo punto. Perché qualcosa ogni tanto ancora si propone. Come i due concerti organizzati dalla MrRoy, una società di Breganzona che fra i suoi titolari vede anche un certo Rocco Salvioni, probabilmente pupillo della storica famiglia di editori bellinzonesi. Sì, evidentemente loro possono. Portando i rinsecchiti Litfiba – peraltro toccanti nella loro perseveranza – lo scorso anno e Sfera pochi giorni fa.

Ecco allora spiegata la pletora di articoli e la gioiosa macchina da guerra mediatica messa in campo in occasione della venuta in quel della Turrita del suo nuovo re dei castelli. Lodi sperticate dopo lo show, copertina su 20Minuti il giorno del concerto e un’intervista qualche giorno prima su LaRegione al rapper di Camorino AleRoy che ha aperto il concertone del 31 luglio. Un’intervista nella quale AleRoy faceva capire come rap e trap non sono proprio la stessa cosa ma in fondo, suvvia, “simme tutt’ e Bèlli, paisa’!”

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