Boicottiamo noi stessi, altro che Benetton

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Boicottare i Benetton per quei 43 morti è ridicolo. Le grosse multinazionali hanno tutte dei morti sulla coscienza. E non parlo solo di morti violente. Abbiamo respirato amianto, glifosati, polvere di pomice. Centinaia, migliaia di lavoratori sono morti in lunghe agonie: italiani, turchi, belgi, indiani. Non compriamo più Benetton e poi mangiamo ananas Del Monte o compriamo i jeans di Dolce e Gabbana.

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È partita sul web una campagna per boicottare la famiglia Benetton. La casa di moda italiana, proprietaria dell’azienda “Autostrade per l’Italia” e ritenuta responsabile del crollo. Il governo riesce anche così a sviare l’attenzione dalle responsabilità statali nei controlli.

La cosa ridicola di tutto questo circo è che sia i 5 Stelle che Salvini sono coinvolti. I 5 Stelle perché osteggiarono fortemente, qualche anno fa, il progetto per ristrutturare quel maledetto ponte. Costava troppo, gridavano in piazza i pentastellati. Ora chiedono la testa di Benetton.

Stessa musica per Salvini, quando governava insieme a Berlusconi. Fu anche lui a votare, nel 2008, il decreto “Salva Benetton”, che diede al gruppo le concessioni, peraltro molto vantaggiose per le autostrade.

Al saldo delle pagliacciate di leghisti e 5 Stelle, boicottare Benetton è una cavolata. Come ha fatto giustamente notare qualcuno, nessuno ha nemmeno alzato un sopracciglio quando in Bangladesh, a Dacca, in uno stabilimento tessile, morirono 381 operai schiacciati dal crollo di un palazzo fatiscente in cui, tra gli altri, si confezionavano anche capi dell’azienda trevigiana.

Macerie, polvere urla, a Dacca e a Genova.

Il punto è che dovremmo boicottare noi stessi se avessimo un minimo di logica. Boicottare i Benetton per quei 43 morti è ridicolo. Le grosse multinazionali hanno tutte dei morti sulla coscienza. E non parlo solo di morti violente. Abbiamo respirato amianto, glifosati, polvere di pomice. Centinaia, migliaia di lavoratori sono morti in lunghe agonie: italiani, turchi, belgi, indiani. Non compriamo più Benetton e poi mangiamo ananas Del Monte o compriamo i jeans di Dolce e Gabbana.

A meno che, quei 43 morti contino ma tutti gli altri no, e allora la nostra ipocrisia cresce come panna montata. Perché i famigerati “poteri forti” invocati sempre da quel balengo di Salvini sono ovunque e sono la nostra economia malata e di sfruttamento.

Boicottiamo noi stessi allora, i nostri acquisti scriteriati, il nostro cibo spazzatura, le nostre stoviglie di plastica. Boicottiamo gli status symbol, gli orologi costosi, i bracciali d’oro o i diamanti insanguinati d’Africa. Smettiamo di mangiare pomodori sporchi del sudore di operai a due euro l’ora. Non compriamo più frutta esotica cresciuta in scriteriate monocolture che distruggono il suolo. Smettiamo di vivere noi stessi, perché siamo tutti colpevoli di questo degrado.

Benetton siamo noi. Uguali uguali, non migliori, solo più poveri, perché una buona fetta di quelli che adesso ne chiedono la testa si comporterebbero anche peggio al loro posto.

Boicottiamo gli ipocriti, guardiamoci dentro e osserviamo l’abisso che abbiamo creato, un baratro che sta inghiottendo la Terra e noi stessi.

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