Borradori: g’ha pisà in tescta l’urocc

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Scriveva il Mattino della Domenica nella sua ultima edizione, evocando, come suo solito, i perfidi rossoverdi:

“…Senza dimenticare le risorse che la Città di Lugano ha investito nell’aeroporto: soldi pubblici che, se lo scalo dovesse chiudere i battenti, andrebbero in fumo! Eppure i kompagni ro$$overdi sognano proprio il “grounding”. Il loro obiettivo? Trasformare l’aeroporto in un campo di patate, o magari costruirci appartamenti sussidiati per stranieri in assistenza! Per l’importante risultato raggiunto con il ritorno del collegamento su Ginevra, ci complimentiamo con il nostro sindaco Marco Borradori…”

Copertina Mattino della Domenica

Oggi tutto tace, il Mattinonline non scrive una riga. Anche perché, sia chiaro, scopo del Mattino non è informare, ma fare propaganda e questa volta gli è andata male. Il grazioso biplano rosso con a bordo Borradori e Zali si è schiantato come un sacco di patate (altro che campo) sulla pista di Agno. Il Mattino, poi, tutto entusiasta scriveva:

“..Uella, vuoi vedere che alla fin fine, grazie ad esponenti della Lega, l’urocc incontinente che si ostinava a volteggiare sull’aeroporto di Agno ha deciso di levarsi di torno?”

Eh no, uella! L’urocc sembra invece, come invocano i detti popolari, essere ancora bene attivo nella diuresi, e la pipì stavolta l’ha proprio fatta sulla testa di Borradori. La metafora legata alla sfortuna, diventa amara per il sindaco di Lugano, che vede sfumare una possibilità che sembrava poter almeno in parte risolvere il problema. Soprattutto pensando ai milioni che il Comune ha investito nello scalo.

Amareggiati i sindacati, a cui ovviamente stavano a cuore i posti di lavoro dell’aeroporto, scrive in un post Facebook sul suo profilo Giangiorgio Gargantini, responsabile di UNIA per il settore:

“Nota all’attenzione di tutti i novelli esperti di trasporto aereo:
Legge Federale sulla navigazione aerea (LNA), Art. 32, cabotaggio: “Nella misura in cui gli accordi internazionali non prevedano altrimenti, il trasporto professionale di persone o di merci per via aerea tra due punti del territorio svizzero è riservato, di regola, alle imprese svizzere”.
Quindi: se la direzione di LASA ha discusso con Skywork è semplicemente perchè, con Swiss, in questo momento, sono le uniche compagnie aeree di bandiera. In altre parole … se ci sono soltanto due compagnie aeree che rispondo ai requisiti legali, credo sia stato giudizioso discutere con entrambe … Detto questo, che un inchiesta penale sia immediatamente aperta contro i vertici di Skywork e che questi farabutti assumano le loro responsabilità! Nel frattempo, rimboccarsi le maniche e al lavoro sulle piste alternative.”

Sperare è lecito, ma l’impressione è che forse sarebbe davvero meglio farci un campo di patate con l’area dell’aeroporto.

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