Bravo Pontiggia: Salvini infame

Infame. È ancora gentile Pontiggia nel giudicare un ministro che, mentre le urla dei morti ancora risuonano tra le campate distrutte, riesce a infilare la sua sporca propaganda politica.

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Non possiamo che essere d’accordo con l’accorato giudizio che un insospettabile Fabio Pontiggia, direttore del Corriere del Ticino, regala al suo pubblico di followers su Facebook, mentre abbandona il suo proverbiale aplomb britannico per scrivere:

“Genova e dintorni – ma questo è proprio un infame.”

Fabio Pontiggia, ormai libero dalle pastoie del suo capo del consiglio d’amministrazione Marcello Foa, migrato per lidi italici e amicone del ministro dell’Interno italiano, dà voce a tutto il suo sdegno.

Il ministro Salvini, infatti, appena dopo la disgrazia di Genova col crollo del ponte Morandi che ha provocato trentasette morti, riesce comunque a infilare la sua gioia per una nave di immigrati, la Aquarius, che sbarcherà a Malta invece che in Italia.

“In una giornata triste, una notizia positiva. La nave ONG Aquarius andrà a Malta e gli immigrati a bordo verranno distribuiti fra Spagna, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Germania. Come promesso non in Italia. Abbiamo già fatto abbastanza, dalle parole ai fatti!”

Infame. È ancora gentile Pontiggia nel giudicare un ministro che, mentre le urla dei morti ancora risuonano tra le campate distrutte, riesce a infilare la sua sporca propaganda politica.

In questo frangente, qualunque persona con un po’ di anima e cuore non può che inorridire di fronte a un atto così arido e calcolatore.

Pontiggia si dimostra ancora una volta un uomo e un giornalista, seppur di destra, con un’etica e un senso dello Stato. Etica sempre più rara al giorno d’oggi e soprattutto etica che manca al ministro Salvini, il cui unico interesse è alimentare il suo bacino di facinorosi razzisti che fingono di interessarsi all’Italia. Un’Italia che ormai si sgretola come un castello di sabbia al seguito delle assassine speculazioni edilizie degli anni ‘60 e ‘70.

Urlare al colpevole, come fa Salvini, ora è totalmente inutile. I segnali del degrado c’erano e le autorità erano state avvisate, semplicemente, però, in un’Italia alla canna del gas i soldi per le grandi opere semplicemente non ci sono. Ancora non si è ricostruito dopo il terremoto dell’Aquila, figuriamoci demolire e ricostruire un ponte in cemento armato di quasi due chilometri.

E nell’Italia della speculazione edilizia, martoriata e ferita, dobbiamo assistere a un’altra speculazione ancore più triste e, appunto, infame: quella politica.

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